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Scuola, Longobucco: «Una pezza peggiore del buco!»

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LONGOBUCCO – Il gruppo consiliare “Per la rinascita di Longobucco” denuncia il modus operandi dell’amministrazione riguardo la gestione degli ambienti e delle strutture pubbliche, in particolare le scuole.

«Ieri 29 marzo 2023 – si legge nella nota - i bambini della seconda classe della scuola primaria non sono andati a scuola per protestare, insieme ai genitori, contro la “nuova” sistemazione individuata dall’Amministrazione Comunale che, dopo aver consegnato i locali di San Giuseppe all’ASL per la realizzazione della Casa di Comunità, ha traferito le classi della primaria e dell’infanzia nella stessa struttura che ospita il Liceo Scientifico.

Una nuova sistemazione che in realtà non è stata migliorativa delle condizioni di vivibilità dell’ambiente scolastico. Il 2022/2023 sembra essere diventato un “Annus Horribilis” per la popolazione scolastica di Longobucco ed in particolare per genitori ed alunni di infanzia e primaria costretti a peregrinare da un edificio all’altro, a subire una caldaia malfunzionante e pericolosa, ad avere degli infissi rotti, a dover affrontare la pericolosità della strada d’accesso alle strutture, a non avere un supporto ed un controllo stradale all’ingresso e all’uscita delle scuole, alla mancanza di strisce pedonali nelle immediatezze degli edifici scolastici, ad un servizio mensa ed un servizio Scuolabus iniziati in ritardo, alla mancanza di una palestra, etc. etc. etc».

«Quando però – proseguono - si affrontano le questioni senza un’idea, senza un programma e senza le giuste competenze il rischio è quello di creare danni peggiori dello status quo come quelli che in questi anni stanno subendo i nostri figli, le nostre scuole e non solo!

Un Amministrazione totalmente assente ed incapace di affrontare le emergenze e ancor più inadeguata a programmare il medio e lungo termine: basti pensare che ormai da anni lo storico edificio scolastico di S. Croce vive una sorta di abbandono in cui nessuno sa dare risposte o speranze.

Riteniamo fondamentale in questo particolare momento storico affrontare le urgenze in condivisione con i contesti sociali direttamente coinvolti ed affrontare già da subito anche le questioni a medio e lungo termine lavorando ad una riprogrammazione e razionalizzazione delle strutture pubbliche in quanto tra Scuole, Caserma Carabinieri, Biblioteca, Archivio Storico, Casa di Comunità, Musei ed Associazioni nessuno deve essere lasciato in condizioni di precarietà o senza i servizi e gli spazi essenziali. Per quanto ci riguarda - concludono - lavoreremo in tale direzione offrendo spunti e proposte e sostenendo le battaglie ed i diritti dei cittadini».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.