13 ore fa:Consiglio comunale di Cassano: sì unanime su tutti i punti, tra confronto e condivisione
14 ore fa:Pollino-Esaro, sanità in affanno: il Ferrari di Castrovillari non regge il bacino da 60mila abitanti
2 minuti fa:Incontro tra Madeo (Pd) e il commissario straordinario De Salazar: al centro i bisogni dei territori
1 ora fa:Garofalo esprime soddisfazione per l’approvazione del progetto della nuova rotatoria tra le SS 106 e 534
2 ore fa:Ferramonti: Tarsia non è commemorazione ma responsabilità pubblica
14 ore fa:Strada di Tarsia, la Provincia "trova" 1,9 milioni di euro per aprire la galleria della Diga
2 ore fa:San Basile, la scuola come spazio educativo dove crescere bene insieme
32 minuti fa:Servizio Civile, Saracena tra i primi 100 comuni in Italia
3 ore fa:Incontro informativo sulle demenze al Circolo Culturale Rossanese
1 ora fa:Tentata rapina a Schiavonea: NSC elogia i carabinieri e chiede il potenziamento del Reparto Territoriale

Il gusto delle pannocchie della Sibaritide: ieri concime, oggi alimento antiaging

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Per i ghiotti di pannocchie è giunto il periodo di raccolta dalle piante di mais che nella Piana di Sibari se ne trovano sparpagliate qua e là in ridotti lembi di terreno, soprattutto nelle campagne lungo la costa jonica.

Impossibile non fare un tuffo nella memoria e non ricordare le foglie verdi che racchiudono e proteggono quello che potrebbe essere definito un'infiorescenza composta da cui derivano tanti importanti alimenti, bollite o arrostite, con burro o senza e un pizzico di sale, resta comunque un piatto semplice che piace a tanti.

Il suo colore dorato rispecchia perfettamente il periodo in cui le pannocchie per il consumo vengono raccolte, la piena estate che va da agosto a settembre, mentre per la macina bisogna aspettare che le pannocchie si secchino, quindi settembre-ottobre. Ed è proprio questo il legame profondo del territorio con questo vegetale, che era nel secolo scorso espresso dalla cultura contadina, quando nelle case di campagna il mais si faceva essiccare e si dava da mangiare alle galline del pollaio, nella zona sia rurale che costiera era una prassi.

Scopriamo inoltre che la pannocchia è uno degli alimenti ideali per chi osserva un regime dietetico in quanto a meno calorie di una mela. E ancora, nonostante sia ricco di carboidrati, essendo anche carico di fibre si abbassa notevolmente l’indice glicemico rendendolo meno dannoso del riso e di molti altri cereali, anche se per alcuni tipo di diabete è sconsigliato.

Ricco di ferro, calcio, fosforo, magnesio e vitamine del gruppo B le pannocchie sono un attimo alimento antiaging, prevengono l’osteoporosi e il contenuto di vitamina A le rende antiossidanti, il fosforo e il magnesio combattono le malattie neurodegenerative.

Anche nella cosmetica si utilizza l’olio ricavato dal germe del seme per la preparazione di saponi, oli per il corpo e creme dall’effetto idratante ed elasticizzante sulla pelle.

Le pannocchie raccolte nella Sibaritide ricordano inevitabilmente la cultura contadina a cui il territorio è indissolubilmente legato e da concime per i polli oggi la scienza certifica che è un alimento che favorisce la buona salute.

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive