23 ore fa:DIARI DI STORIA - Rossano, la fortezza dei Romani diventata cuore bizantino della Calabria
16 ore fa:Cariati, tre studenti eletti negli organi di rappresentanza dell’Unical
58 minuti fa:Vigili del Fuoco a Trebisacce, il Comitato Civico Ospedale: «Non più utopia ma solida realtà»
31 minuti fa:Giù lo Scarafaggio: iniziata la demolizione della storica discoteca di Schiavonea
21 ore fa:Cassano, nasce l’associazione politico-culturale “Radici e Futuro”
Ieri:Depurazione nuovo ospedale, la maggioranza di Corigliano-Rossano chiede chiarezza: «Serve una cabina di regia»
20 ore fa:Sanità, Uva lancia l’allarme sullo Spoke: «Situazione inaccettabile, servono chiarimenti immediati»
19 ore fa:Dalla Sibaritide a Malta, il triplete della Zero Sei Futsal parla anche calabrese. Papaleo e Tordo firmano una stagione da record
22 ore fa:La Corricastrovillari-Guglielmo Atletica protagonista al Trofeo Bravin: oro per Jesse John
18 ore fa:Scuola di Musica “F. Cilea”, quarant’anni di eccellenza formativa: il 26 giugno la cerimonia di fine anno a Castrovillari

Al via il potenziamento del "Cosentino": arrivano due medici per il punto di primo intervento

1 minuti di lettura

CARIATI - Nella giornata di ieri, sono stati aggiunti due medici al punto di primo intervento del “Cosentino” di Cariati, ora, già operativi all'interno dello stesso nosocomio, grazie all'intervento risolutivo dell'Asp, e al rilancio dei servizi da parte del commissario Antonello Graziano

Il Ppi di Cariati, nei giorni scorsi, rischiava addirittura la chiusura, per la mancanza di organico medico. Analizziamo insieme a Domenico Formaro - portavoce Comitati Uniti per Il Vittorio Cosentino di Cariati - le criticità più urgenti.

Cosa ha preceduto l'integrazione di due unità mediche all'interno del Ppi?

«Noi sapevamo già ci fosse un problema di personale, perché su una pianta organica predisposta appunto per sei unità mediche, vi era la presenza di soli tre medici. Abbiamo subito lanciato l'allarme, prima che si verificasse la situazione di pericolo di qualche giorno fa, ovvero, una mattinata e un pomeriggio senza il medico di turno. Queste due unità in più sono fondamentali, perché scongiurano situazioni come queste, andando quasi a completare l'organico, e rendendo più semplice la turnazione».

Perché in Calabria questa problematica è più acuita?

«Questa problematica riguarda tutta l'Italia, soprattutto il settore emergenza/urgenza. Dalla fondazione “Gimbe”, apprendiamo infatti, che in dieci anni, tra il 2010 e il 2019, il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale è diminuito di 42.380 unità. In Calabria - e al sud in generale - questa situazione è più accentuata, perché la zona disagiata, rende le strutture ospedaliere meno “appetibili” agli eventuali medici. Il Presidente della regione Calabria, Occhiuto, propone infatti di adottare, verso queste figure professionali, una logica simile a quella utilizzata per i magistrati e i carabinieri, ossia, pagare di più in quanto operanti in zona definita disagiata»

Quali sono le motivazioni che hanno portato a questa situazione?

«Queste politiche vanno avanti dalla Spending Review, con la chiusura degli ospedali e il depauperamento del sistema sanitario, di cui oggi, se ne raccolgono i cocci, sia per quanto riguarda gli investimenti, sia per quanto riguarda il personale. Dobbiamo riparare subito».

Quali sono gli obiettivi che il Comitato si prefissa a proposito di ciò?

«Siamo in attesa dell'inserimento di Cariati all'interno della rete ospedaliera; su ciò abbiamo avuto forti rassicurazioni da parte di Occhiuto, e da parte dei territori. Proprio in vista di questa apertura, siamo attenzionati sulla predisposizione di alcuni servizi quali il laboratorio analisi, la radiologia e il Ppi, che sono oggetto di potenziamento nello stesso piano operativo, e che dovranno essere chiaramente, ben curati dall'Asp. Rimaniamo concentrati parallelamente, sulla costante e attuale mancanza di personale e delle apparecchiature sanitarie, alcune già predisposte (tac, ecografo e mammografo), ma non ancora arrivate»

Virginia Diaco
Autore: Virginia Diaco

Studio materie umanistiche e amo scrivere. Ho ricevuto diversi riconoscimenti in ambito letterario, tra cui il V Premio Internazionale di poesia “Giovanni Bertacchi” con la poesia “Preghiera alla vita che toglie vita” e la Menzione della Giuria nella prima edizione del Concorso Letterario Internazionale “Il Viaggio” con la poesia “Consumato negli occhi”. Attraverso le parole esprimo il mio mondo, grazie ad esse conosco quello altrui. Lo scopo più forte che sento di avere è quello di rendere giustizia - quanto più possibile - alla bellezza, all’arte e alle vulnerabilità sociali.