12 ore fa:Tre anni dopo l'approvazione dello Statuto, a Corigliano-Rossano il decentramento resta sulla carta
11 ore fa:Incendio al lido Storie di Mare, il sindaco Iacobini: «Comunità scossa, vicini a titolari e lavoratori»
8 ore fa:“Caro Novecento”, la lezione che attraversa il tempo: Mercogliano riporta al centro il secolo delle contraddizioni
5 ore fa:Rossanese ko in casa: lo Stilo Monasterace passa 4-2 allo “Stefano Rizzo”
3 ore fa:Asd Corigliano in rimonta: 2-1 al Fuscaldo tra carattere e qualità
5 ore fa:Corigliano-Rossano si prepara a celebrare i Fuochi di San Marco tra memoria, fede e tradizione
6 ore fa:Nevaio del Pollino, nel 2026 segnali di ritorno alla normalità
9 ore fa:Pallavolo Rossano domina Cutro 3-0: semifinale playoff Serie C, un passo verso la finale
13 ore fa:Don Chisciotte arriva al Metropol: sul grande schermo anche il talento di Giuseppe Pallone
10 ore fa: Torre di Milone, tra criticità e rilancio: il punto della maggioranza di Cassano

I faggi vetusti del Pollino che esistono dall'era glaciale e sono tutelati dalle Nazioni Unite

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Dal 2015 il Parco Nazionale del Pollino è sotto tutela dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, Unesco. Il parco nazionale più esteso d’Italia con i suoi 192 mila ettari (ne abbiamo parlato qui) è una riserva naturale ospitante biodiversità che caratterizzano flora e fauna locali, unici non solo in Italia ma anche in Europa.

Non basterebbe un libro per elencarli ed illustrarli tutti, ma durante la stagione estiva, sembra inevitabile non parlarne e farne cenno, soprattutto di alcune aree che incantano e che sono millenarie. Va da sé che la prima cosa che viene in mente è il famoso Pino Loricato che svetta sull’Appennino calabro-lucano conosciuto anche come fossile vivente.

Non può passare inosservata neanche un’altra bellezza tutelata dalle Nazioni Unite, quella della faggeta vetusta, così spiegata dall’Unesco: «Le faggete vetuste si trovano in 18 Paesi, oltre naturalmente all’Italia, e rappresentano un esempio eccezionale di foreste complesse, che offrono un ampio spettro di modelli ecologici e diversi tipi di faggi, in condizioni ambientali diverse. Il faggio europeo ha resistito a ogni glaciazione dell’ultimo milione di anni, sopravvivendo a qualsiasi condizione climatica avversa, nella parte meridionale del continente europeo. Dopo l’ultima Era Glaciale, circa 11.000 anni fa, il faggio ha cominciato a espandersi dalle zone del sud fino a ricoprire ampia parte del continente europeo».

Il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra illustra con chiarezza il valore del luogo: «Nel giro di pochi anni prima l’ingresso nella Rete Geoparchi Unesco, successivamente la proclamazione quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità della Faggeta Vetusta di Cozzo Ferriero nel comune di Rotonda, poi la scoperta di Italus il Pino più vecchio d’Europa con i suoi 1230 anni e l’ingresso nella prestigiosa famiglia Unesco della Faggeta vetusta del Pollinello, nel Comune di Castrovillari, incastonata in un contesto territoriale unico tra le cime del Pollino e del Dolcedorme vicina ai secolari esemplari di Pino Loricato».

Si resta impressionati visitando l’area, dalla maestosità di questi alberi. Molte le escursioni organizzate in alcune parti del bosco di Cozzo Ferriero. Ricordiamo inoltre che dalla vetta di Coppola di Paola è possibile osservare un panorama mozzafiato nei giorni più limpidi fino alle Isole Eolie.

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive