8 ore fa:Pietrapaola, scontro sull’accesso agli atti: «La libertà di amministrare non è libertà di sottrarsi ai controlli»
9 ore fa:Pierino Donnangelo, «una memoria viva che ci impegna»
14 ore fa:Rossano, La notte dei Santuari all'Achiropita: preghiera e canti per San Francesco
13 ore fa:La generazione che scompare: in dieci anni persi quasi tremila adolescenti
10 ore fa:Il Codex Purpureus arriva a Londra: al WTM debutta l’esperienza immersiva in 3D
11 ore fa:Trebisacce, 55 anni di scoutismo: generazioni in cammino
9 ore fa:Città di Corigliano Rossano, frenata al 95’: il Real Trebisacce strappa il 2-2 allo Stefano Rizzo
8 ore fa:Costarella lascia la Protezione civile, Tansi: «Una perdita che mi rattrista»
11 ore fa:Cariati, l’accoglienza si impara anche in inglese: corso per operatori turistici e commercianti
10 ore fa:Sibari e Crotone alla BMTA, Demma: «La vera sfida è rendere raggiungibili i siti»

«Mentre la politica diventa "rionale", rifletto sull'affossamento di Corigliano e Rossano»

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Sono sempre più distante da questa politica indigena, anzi rionale, che per toni e argomenti, non invoglia ad intervenire. Rifletto sull’affossamento dei due comuni, che alimenta scoramento e disaffezione verso la fusione, provocando nelle cittadinanze un moto di repulsa che ha serie motivazioni. Il primo dei pilastri su cui poggia il preavviso di fallimento della legge regionale è la mancata approvazione dello statuto comunale. Un fallimento, finito in parlamento, una incapacità oggettiva di mettere insieme una manciata di articoli, sempre emendabili, in grado di dare corso ai preliminari della fusione».

Lo dichiara Paolo Maria Lamenza, ex coordinatore territoriale Lega.

«Il fatto risibile di questa vicenda è stata la promozione della dottoressa Maria Salimbeni da consigliere comunale e presidente della blasonata commissione statuto, addirittura a vice di Stasi. Insomma non si capisce se promoveatur ut amoveatur, ovvero se il grande prestigiatore della politica locale abbia chiesto e ottenuto più visibilità in giunta, oppure, perché no, promossa per affossare definitivamente, prendendo ancora tempo, il percorso del nuovo statuto – afferma Lamenza - a dire il vero la dottoressa Salimbeni non pare stia brillando nella sua nuova veste. Riunioni come nel vecchio Pci, tante chiacchiere e, come ho spesso detto a Stasi, molto distintivo (indossa appena può la fascia tricolore)».

«La lettura delle cronache delle sue apparizioni mariane, ci riporta protocolli d’intesa rotariani, predisposizione di albi – dichiara Lamenza - tavoli tecnici sullo scibile umano ma nulla di concreto. Eppure col Pnrr che incombe, ce ne sarebbe di roba da programmare, ci sarebbero tutti i crismi per far decollare la città unica».

«No, la vice sindaca, ama il presenzialismo e può contare “sull’assenzialismo” di Stasi, che non ama stare seduto ed ascoltare pallosi convegni sulle farfalle, o dissertazioni librarie di autori frustrati che stampano e comprano i propri testi, materia che lascia all’altra esperta sul tema, la dottoressa Alessia Alboresi, specialista Mondadori – conclude Lamenza - insomma non sembra che il rimpasto della squadra possa dare a Stasi aspirazioni di alta classifica. Era e resta in zona retrocessione, solo che a farne le spese sono, siamo, i cittadini delle due realtà convinti sempre più che si stava meglio quando si stava peggio».

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive