16 ore fa:Roseto Capo Spulico celebra la ciliegia e i sapori De.Co.: due giorni tra tradizione, gusto e valorizzazione del territorio
3 minuti fa:Olio extravergine, Coldiretti Calabria in prima linea: a Bari la protesta contro frodi, speculazioni e crollo dei prezzi
14 ore fa:Tratta e sfruttamento degli esseri umani, Madeo presenta una proposta di legge regionale
13 ore fa:Al dottor Giovanni Bisignani il titolo di Primario Emerito di Cardiologia: il plauso dell'associazione "Un Cuore per Coro"
15 ore fa:Irrigazione, completata la condotta dello Straface: più acqua per le campagne tra Rocca Imperiale e Trebisacce
14 ore fa:Oncologia a rischio nello spoke di Corigliano-Rossano, Scutellà presenta un’interrogazione regionale
13 ore fa:Oncologia, Bosco denuncia i disagi dopo il trasferimento: «I malati non possono affrontare un percorso a ostacoli»
2 ore fa:I Figli della Luna, l’estate dell’inclusione: dal saggio di Dance Ability alla colonia al mare
15 ore fa:Arco Jonico, Mazza: «Basta inseguire il Tirreno, la vera forza è nell’identità dello Jonio»
1 ora fa:Economia calabrese in crescita, Lavia : «Segnali incoraggianti, ma servono lavoro, innovazione e investimenti per colmare i divari»

I Giganti di Cozzo del Pesco, un bosco antichissimo trascurato e...desolato

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Spettacolo da mozzare il fiato, sembra infatti di stare in una dimensione alternativa, quando ci si addentra tra i meandri incantati dei Giganti di Cozzo del Pesco.

Un bosco tra castagni giganti vecchi più di 700 anni, nel cuore dell’area urbana di Corigliano-Rossano, nella Sila greca ad un passo dal Patire, a pochi chilometri dalla costa. I 102 castagni con il loro giganteschi rami, formano un vaco naturale tra la terra e le stelle, magnifica location per passeggiare, meditare o semplicemente prendere contatto con la natura e chiudere per qualche istante, le porte allo stress quotidiano.

Tutto a portata di pochi chilometri dalla città. Gli alberi secolari, che risalgono alla seconda metà del 1200 fino ai pochi ultimi esemplari che vanno dal 1600 in poi, sono un patrimonio inestimabile del territorio del nord-est jonico.

Arriviamo nel pieno di una domenica di festa, quella del 1° maggio e troviamo soltanto altri 5 visitatori, che vediamo passeggiare tra le alture del bosco. Ci addentriamo in profondità e prendiamo atto che, anche se pulito, l’area tanto cara ai coriglianesi così come ai rossanesi, è notevolmente trascurata.

Con le panchine di legno rotte, l'erba alta incolta, i rami caduti forse per il forte vento rimasti a terra, l’oasi così sembra un po' desolata, vuota. Sicuramente poco valorizzata e ci chiediamo come ciò sia possibile, visto l’incanto di cui è dotato questo luogo e la pace che si respira mentre lo si esplora, dove si possono ascoltare e ammirare cuculi, picchi, ghiandaie e merli oltre ad essere presente una fauna che comprende martore, volpi, faine, donnole e puzzole.

Nel sito, scoperto intorno alla metà degli anni ottanta dal Wwf calabrese e dall'Orto Botanico dell'Università della Calabria, nel 1998, è stata istituita un'oasi naturalistica affidata al Wwf.

Sperando che i Giganti di Cozzo del Pesco possano essere conosciuti e ammirati da più visitatori possibili, non ci resta che pensare, che tra i tanti problemi che attanagliano il territorio, questa oasi di pace e di autentica bellezza naturale, possa sopravvivere ed essere apprezzata nei tempi futuri, piuttosto che essere dimenticata da tutti.

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive