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Il saccheggio di Pietrapaola… furti a raffica nelle abitazioni ma nessuno denuncia

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PIETRAPAOLA – Ancora furti e saccheggi nel cuore del centro storico di Pietrapaola. Nel borgo adagiato sulle colline della Sila greca e dove ormai vivono pochissime anime (la maggior parte della popolazione risiede a Marina) continua ad accadere di tutto con i pochi residenti che resistono costretti a barricarsi nelle proprie case per scongiurare l’orda dei barbari. Un problema che si ripete in modo costante. Già un anno fa vi mostrammo le immagini che raccontavano degli effetti delle scorrerie notturne nel cuore del paese: case derubate, anziani malmenati, abitazioni messe a soqquadro (leggi qui). E dallo scorso anno ad oggi sembra non essere cambiato nulla. «Anzi – ci confessa qualche residente – le cose sono peggiorate». Già, perché se prima il fenomeno dei “topi d’appartamento” sembrava essere circoscritto solo ad alcune aree dell’abitato e ad alcuni momenti del giorno, ora il “rastrellamento” vandalico pare si sia diffuso a macchia d’olio.

In soli due giorni, ad esempio, si sono registrati 4 furti in altrettante abitazioni. Molto spesso i bottini di questi saccheggi si limitano alle conserve (olio, olive, vino) o perlopiù a piccoli strumenti agricoli (asce, motosega e persino martelli). Insomma, parliamo di vero e proprio vandalismo, spesso attuato con premeditazione seguendo passo dopo passo i movimenti dei poveri malcapitati che, nella maggior parte dei casi, sono anziani.

C’è però un problema di fondo. Che di tutti questi avvenimenti formalmente non esiste nessuna denuncia presso le autorità preposte. Le vittime, infatti, preferiscono non segnalare abusi o eventuali reati subiti. E questo, molto spesso, comporta che le forze dell’ordine nemmeno sanno cosa avviene in piccoli (e lontani) centri come il borgo  di Pietrapaola. Tra l’altro il paese è da decenni sguarnito di una caserma dei carabinieri ed oggi rischia di perdere definitivamente anche il controllo della caserma di Mandatoriccio passata, a sua volta, sotto l’egida di Scala Coeli. Inoltre, anche i sistemi di sicurezza installati dal Comune sono insufficienti. Del resto, parliamo di un centro che conta poco più di mille anime e le risorse per gestire l’ente municipale sono ridotte al lumicino. Si può fare poco e quel poco spesso nemmeno basta per l’ordinario.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.