10 ore fa:Porto di Cariati insabbiato, Le Lampare: «Servono responsabilità e un piano strutturale»
11 ore fa:Oltre 110mila euro al Comune di Cassano per la transizione digitale e la riorganizzazione dei processi dell'Ente
10 ore fa:Il volto dell'anno 2025 della Calabria del nord-est è Francesco Pata
13 ore fa:San Demetrio, le aule «gelide e maleodoranti» restano vuote e la Dirigenza del Liceo Classico convoca un incontro urgente
14 ore fa:Autocisterna perde benzina durante lo scarico: evitato un potenziale disastro
13 ore fa:Antonio Borelli è il nuovo Questore della Provincia di Cosenza
12 ore fa:Truffe agli anziani, a Caloveto un momento informativo dedicato a questo fenomeno
12 ore fa:Sila-Mare, Scutellà (M5s) partecipa all'incontro in Prefettura: «Vigileremo affinché i lavori vengano conclusi»
11 ore fa:Cassano, Articolo21 propone di istituire una borsa di studio in ricordo del piccolo Manuel Giacinto
14 ore fa:«La povertà educativa non è solo carenza di servizi, ma soprattutto assenza di adulti capaci di esercitare il proprio ruolo»

Quando la Vergine Achiropita “usci” dalla sua nicchia facendosi vedere da tutti

2 minuti di lettura

Risalgono al 25 e 26 dicembre 1741 le apparizioni della Santissima Vergine Achiropita nella cattedrale di Rossano.

Un evento relativamente giovane che oggi compie 281 anni mentre da ben 280 anni si ripete per le vie della città la processione che accompagna la statua argentea dell’Achiropita nel rione Santo Stefano (oggi è proprio la festa di Santo Stefano protomartire!).

In tanti disconoscono il motivo di tale processione, ben sapendo che l’Achiropita si festeggia il 15 agosto.

Ma allora perché questa ulteriore processione?

Nel 1741, nel giorno di Natale ed il giorno successivo, il 26 dicembre, la Vergine si è mostrata ai Rossanesi, compreso il vescovo del tempo, monsignor Stanislao Poliastri ed il Sindaco Tommaso Pietra.

Il clamore suscitato da queste apparizioni è stato notevole, come sempre succede in questi casi, ma diversamente dal solito la chiesa non ha avuto dubbi, come nessun dubbio ha avuto il primo cittadino. Vescovo e sindaco, infatti si sono recati da un notaio ed hanno dichiarato quanto visto da loro e da centinaia di fedeli.

La Vergine si è mostrata al Vescovo quando, nel giorno del 25 dicembre, era intento ad incensare l’altare dove si trova l’icona bizantina impressa sulla parete della quarta colonna di sinistra all’interno della Cattedrale. All’improvviso gli apparve questa figura di donna che però non era raffigurata sulla parete, ma era nitidamente visibile. Ancora più chiara la visione del giorno successivo, il 26 dicembre.

La Vergine non si trovava più in fondo alla nicchia, ma si era spostata verso l’ingresso, lasciandosi vedere da tutti i presenti.

Questo il motivo per il quale nel giorno del 26 dicembre di ogni anno la statua della Vergine viene portata in processione al rione Santo Stefano dal quale si vede tutta la città.

ATTESTATO DEL SINDACO

Noi, Sindaco e Assessori di questa religiosissima Città di Rossano, facciamo fede ed attestiamo, con tutta verità, che la Beata Vergine Maria, Madre del Redentore, sotto il titolo di S. Maria Achiropita, in un altare di marmo, costruito in uno dei pilastri che sono nella nostra Chiesa Metropolitana, e fornito di nicchia oscura (Theca), mostrò, in una maniera sorprendente, la sua Immagine Achiropita, all’Illustrissimo Stanislao Poliastri, Presule di detta Chiesa Metropolitana, mentre celebrava la Messa solenne, nell’incensare (”inter incensandum”), come si usa, il detto altare, l’anno mille settecento quarantuno, il giorno 25 dicembre, festa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, tempo in cui eravamo in carica.

Attestiamo che dal medesimo Arcivescovo, essendo stata manifestata tal cosa ad alcuni, il seguente giorno, di martedì, festa del Protomartire Stefano, nella Messa solenne, la medesima Immagine della Vergine, si lasciò vedere (come) trasportata dal profondo della nicchia all’ingresso (della medesima) da tutti, sia cittadini che forestieri, i quali accorrevano in vari modi e in vari aspetti; in uno stessissimo tempo che alcuni sotto una forma, da altri sotto un’altra: e che, quello che è ammirabile a raccontarsi, ad alcuni parimenti restò occulta ed invisibile. Per la qual cosa, affinché ciò a tutti si renda manifesto, e la memoria (di tali apparizioni) sia tramandata ai posteri, abbiamo disposto che si facciano tali attestazioni.

Di propria mano le sottoscriviamo e abbiamo ordinato, che siano munite dei soliti suggelli comuni.

Rossano, 25 dicembre 1742.

Io Tommaso Pietra, Dottore in Legge, Sindaco, attesto come sopra

Io Paolo Falco, Assessore, attesto come sopra

Io Pietro Rapani, Assessore, atteso come sopra

Io Notaio Benedetto Novellis.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide