Con Magnolia l’infanzia diventa esperienza
Un anno di comunità educante tra regole, radici ed emozioni, fatto di mani che impastano, colori che prendono forma e piccoli che imparano ad aspettare, condividere, rispettare le regole, nominare le proprie emozioni e riconoscere il territorio
CORIGLIANO-ROSSANO - Non tutti i luoghi deputati alla crescita dei bambini e a formare i cittadini di domani sono uguali: la differenza fondamentale non risiede nei muri, negli arredi o nei colori delle aule, ma nel modo in cui ogni singolo gesto quotidiano viene trasformato in un'esperienza pedagogica concreta. Al Polo Infanzia Magnolia di Corigliano-Rossano e all’Asilo Nido Regina di Lattarico, l’anno sociale promosso dalla Cooperativa Magnolia ha raccontato proprio questo modello educativo vissuto a trecentosessanta gradi.
A tracciare il bilancio del percorso svolto è la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa e da oltre vent’anni punto di riferimento per la prima infanzia, la quale ha sottolineato come le strutture non debbano limitarsi a riempire il tempo ma dare un senso profondo alle giornate dei bambini.
Attraverso un percorso organico, ogni ricorrenza è stata vissuta come un'occasione di apprendimento: dall'8 marzo trasformato in educazione al rispetto e alla cura, alla Pasqua con i cudduri impastati a mano, fino al Carnevale inteso oltre la festa per far comprendere che le maschere servono a giocare e non a nascondersi, e alla Festa dell'Unità d'Italia accostata al canto condiviso dell'Inno di Mameli. Particolare rilievo ha assunto il legame tra alimentazione e territorio, con la cucina interna divenuta vero e proprio spazio educativo attraverso la Giornata dell'Arancia a chilometro zero e la preparazione dei tradizionali Tajarin e Cicr per la Festa del Papà.
La crescita è passata costantemente dalle mani e dal corpo mediante attività di manualità, laboratori con la pasta di sale, timbri naturali con ortaggi e sessioni di body painting per imparare i confini personali e il rispetto dell'altro, mentre la lettura condivisa e i progetti sull'inclusione hanno permesso di tradurre concetti complessi in gesti quotidiani di accoglienza e ascolto. Coinvolgendo attivamente anche le famiglie, il metodo Magnolia ha trasformato la scuola da luogo isolato a comunità educante, insegnando ai più piccoli anche il rispetto per l'ambiente e il valore delle piccole cose quotidiane.