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Una copia uguale all'originale: al Patire ritorna la Conca Battesimale

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CORIGLIANO-ROSSANO – All’interno dell’Abbazia del Pathirion è stata collocata, nel pomeriggio di ieri, sabato 10 febbraio, nello stesso angolo in cui si trovava in origine, la riproduzione della Conca Battesimale su iniziativa dell’associazione “Rossano Recupera”. A realizzare, in pochissimo tempo, la riproduzione della Fonte Battesimale in marmo è stato l’artista locale Gaetano Antoniotti.

L’idea nasce nel 2017 quando Martino Rizzo, storico rossanese, si trovava a Firenze al G7 della cultura. E in quell’occasione in Piazza della Signoria fu esposta la copia dell’Arco trionfale di Palmira. «Allora perché non realizzare la copia della Conca Battesimale?». E così, nel 2019, quando fu costituita l'associazione "Rossano Recupera" questa idea fu posta tra le priorità.

Un gesto attraverso cui si vuole «lanciare una provocazione» - come ha detto Gino Campana, presidente dell’associazione “Rossano Recupera” – affinché si possa mediare per ottenere, prima o poi, l’originale; ma anche un gesto che segna, a detta di Tonino Caracciolo, anche lui socio della medesima asscoiazione - «l’inizio di una nuova storia» per la comunità di Corigliano-Rossano.

La conca fu commissionata dal venerabile Archimandrita Luca, allora abate dell’abbazia del Pathirion, alo scultore Gandolfo, nel settembre del 1137 secondo l’anno bizantino. In seguito alla soppressione degli ordini monastici, nel 1809, i beni custoditi nell’abbazia passarono nel castello di Corigliano.

Sappiamo che nel 1889 non è più a Corigliano e che nel 1914 si trovava già a New York tra i pezzi della collezione privata del banchiere statunitense Morgan, che o la ricevette in dono o l’acquistò da Luigi o Francesco Compagna. Mentre nel 1917 passerà ufficialmente, su donazione del figlio dello stesso banchiere, nella sala della Galleria n. 304 dell’arte medievale del Met.

Sconosciuta è la data di sparizione della conca battesimale da Corigliano, ma anche le circostanze non sono chiare, non sappiamo se questo acquisto o dono sia avvenuto legalmente o illegalmente. «Per fare chiarezze – spiega la dottoressa Margherita Corrado, archeologa ed ex senatrice - dobbiamo partire dalle fonti, cercando tracce nell’archivio dei Compagna. Inoltre un bene, come quello in questione, per poter lasciare il Paese avrebbe richiesto una licenza di esportazione da parte di una commissione di valutazione ad hoc».

«È necessario attivarsi - continua - attraverso la diplomazia culturale. Perché se la conca battesimale è uscita per vie illegali, sarà premura del Metropolitan Museum of Art di New York, in virtù della buona reputazione di cui gode, restituirla alla comunità di Corigliano-Rossano».

È interesse dell’intera Città far tornare al suo posto la fonte battesimale originale, che attualmente è esposto nel Metropolitan Museum of Art di New York (Met). «La pressione che esercita la comunità – rimarca la dottoressa Margherita Corrado – ha un peso determinante. Dipende da noi. Ciascuno deve darsi da fare per far arrivare il messaggio alle orecchie delle autorità statali che si occupano della materia».  

Dello stesso parere è il senatore Ernesto Rapani, il quale sta organizzando una visita nel territorio della sibaritide con l’attuale Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e nel programma inserirà anche come tappa l’abbazia del Pathirion.

«Ci si attiverà – dichiara il sindaco Flavio Stasi – per fare una ricerca nell’archivio della famiglia Compagna e fare luce sul momento del trafugamento, che sia stato legalmente o illegalmente». Cogliendo l’occasione, inoltre, per ringraziare a nome dell’intera comunità l’associazione “Rossano Recupera” per questa ennesima azione.

 

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.