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Sullo Jonio mancano 79 medici di guardia: un vuoto enorme che rischia di far collassare il sistema

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CORIGLIANO-ROSSANO - Ricordate il clamore mediatico nazionale che durante l'inverno scorso ha investito la Calabria a causa degli scandali della gestione della pandemia da Covid-19 e, di riflesso, anche dell'intero comportato sanitario? Bene,c'è che di questi problemi sulle tv e i giornali nazionali se n'è fatto un gran parlare ma di soluzioni nemmeno l'ombra. Anzi, la situazione è andata sempre più a peggiorare, in senso generale, con il risultato che in molti questa estate - complice sicuramente la crisi economica e la paura del covid - hanno preferito non ritornare nella Calabria del nord est. 

A quei pochi che invece hanno trovato il coraggio di scegliere la terra del deserto sanitario per trascorrere le ferie non potevamo che fargli un cadeau: la chiusura delle guardie mediche. Un altro problema che sappiamo esserci da tempo e che il Dipartimento salute della Regione Calabria, gestito da quasi 15 anni da un commissario ad acta, ha pensato bene di iniziare a risolvere solo ora. A stagione estiva inoltrata, varando un decreto per l'individuazione degli incarichi vacanti così da procedere alle assunzioni (Decreto 7705/2021).

Per dare dei numeri: solo nello Jonio cosentino sono 79 i posti vacanti che dal marzo scorso hanno costretto a serrare alcuni strategici posti di guardie mediche: da Oriolo a Longobucco passando per Crosia Mirto (qui addirittura il sindaco proprio oggi ha invocato l'intervento del Prefetto). Ora ci chiediamo come mail il Dipartimeno salute ci abbia impiegato quattro mesi per procedere ad avviare le procedure di nuovo personale per riattivare questi presidi. Stante il fatto che da marzo a oggi non è cambiato nulla in quanto a bilanci e disponibilità economiche. Forse è mancata la volontà?

Il "sospiro di sollievo" di Carlo Guccione

In realtà è questo quello che pensa il consigliere regionale del Partito Democratico, Carlo Guccione, che già nei giorni scorsi aveva condannato l'indecisionismo degli uffici regionali nel aggredire questa delicatissima situazione. «Si chiude - scirve Guccione - l’ultimo atto di una vicenda tanto grave quanto paradossale. Oltre 100 Comuni della provincia di Cosenza non avevano il servizio della Guardia medica; sono in totale 123 e complessivamente 410 gli incarichi di assunzione di medici di 24 ore settimanali a tempo indeterminato che oggi possono essere attivati dopo la pubblicazione del decreto della Giunta regionale. Ora, infatti, l’Asp di Cosenza è nelle condizioni di poter procedere alle assunzioni a tempo indeterminato di centinaia di medici in modo da coprire le postazioni di Guardia medica sguarniti». 

Intanto sul fronte Covid sono stati prorogati tutti i contratti a tempo determinato

Ma sul fronte del personale, proprio nelle ultime ore sono arrivate buone notizie anche per tutti quei professionisti a tempo determinato che sono stati assunti dall'Asp di Cosenza per far fronte all'emergenza Covid. È di ieri, infatti, la notizia della proroga dei contratti per altri cinque mesi, fino al 31 dicembre 2021. Sintomatico che la pandemia in Calabria e nel territorio di Cosenza continua far paura. In questo modo saranno potenziate le Usca ma anche e soprattuti i centri vaccinali dove in queste ore medici, infermieri e operatori stanno facendo un gran lavoro per completare la campagna di immunizzazione. 
 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.