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Ricercatrice dell'Università di Milano nell' Alto Jonio: un angolo di paradiso deturpato dai rifiuti

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Lettera aperta di una turista ai cittadini dell' Alto Jonio: "Che cosa vi passa per la testa?"

Fedra Negri, ricercatrice dell’Università Statale di Milano in vacanza ad Amendolara, decanta le lodi della bellezza ambientale di questo scampolo di Alto Jonio. Ma allo stesso tempo, in una lettera aperta che pubblichiamo qui di seguito, piange il mancato rispetto del territorio e del paesaggio, deturpato da cumuli di rifiuti disseminati ovunque. Amici calabresi della costa jonica, vi confido un segreto: a partire dal confine tra i comuni di Amendolara e Albidona si snodano circa 4 km di costa paradisiaca. Una lunga distesa di piccoli ciottoli lambita, da un lato, dal mare verde acqua e, dall’altro, dalla macchia mediterranea: pini marittimi e cespugli offrono riparo dalla calura del mezzogiorno. Certo, come spesso accade da queste parti, la strada di accesso a questo paradiso è sterrata, con qualche buca, e non ci sono servizi di nessun genere (niente bagnino - e nemmeno l’avviso ai bagnanti per segnalarne l’assenza - bar e bagni). Queste assenze, però, si tollerano di buon grado: il turista desideroso/bisognoso di servizi può recarsi in altri lidi. Chi viene in questo piccolo paradiso cerca solo lo sciabordio delle onde, i ciottoli caldi e un po’ d’ombra. Un sogno per molti, sicuramente per me che passo tutto l’anno in mezzo alla Pianura Padana. ‘E dove sta il problema?’, direte voi. Il problema sta nell’incuria e nel disprezzo della bellezza dell’ambiente nel quale avete la fortuna di abitare che i vostri comportamenti e quelli dei vostri amministratori palesano. Questo piccolo paradiso di cui vi racconto è profanato, insultato, violato da cumuli di rifiuti. Non si tratta di pericolosi rifiuti industriali, il cui trattamento e smaltimento implicherebbe costi elevati. Si tratta di rifiuti quotidiani, dei resti delle vostre grigliate: sacchi e sacchetti, decine, pieni di piatti di plastica e vassoi; qualche bottiglia di shampoo, qualche copertone, tante - troppe - bottiglie di plastica e di vetro, mozziconi di sigarette.
"E' DAVVERO COSI' DIFFICILE RACCOGLIERE QUESTI RIFIUTI?"
Non è del tutto colpa vostra. La pineta è perfetta per organizzare grigliate estive ed è infatti frequentata anche per questo fine: ma non c’è nemmeno un cestino e non c’è alcun servizio di raccolta rifiuti. I grigliatori più ‘diligenti’ ammassano i sacchi neri con i rifiuti sotto qualche albero. Ormai tutti gli alberi sono adibiti a punto di accumulo dei rifiuti. Nel giro di qualche giorno i sacchetti si lacerano e il loro contenuto è riversato nella pineta, sparso dal vento e, immagino, da qualche animale. Ora, la parte finale di questo discorso la conoscete già: immagino che non serva ricordarvi, come farebbe Greta Thumberg, l’effetto devastante dei rifiuti - specialmente in plastica - sull’ecosistema marino. Immagino che siate stufi di sentirvi dire, in salsa Leghista, che lo stesso tratto di costa, con le stesse caratteristiche, in Toscana o in Liguria non sarebbe stato ridotto in queste condizioni. Anzi, sarebbe stato tutelato e sfruttato a fini turistici. Permettetemi però di essere un po’ ruvida nei modi: ‘Che cosa vi passa per la testa? E' davvero così difficile raccogliere questi rifiuti ed evitare che se ne accumulino di nuovi? Far passare un addetto alla nettezza urbana almeno una volta ogni 2 o 3 giorni d’estate?’. Nella speranza di rivedere le vostre bellissime coste di ciottoli senza rifiuti, vi porgo ottimisti saluti. [gallery link="file" columns="4" ids="89606,89607,89608,89609"]
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.