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Renzi: l'Italia riparte ma senza Calabria

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COMUNICATO STAMPA

Renzi ce lo ripete ogni giorno: "L'Italia è ripartita!". Purtroppo non hanno agganciato il vagone della Calabria, ed il convoglio ferroviario è partito senza di noi. Ci hanno lasciati qui, in mezzo al mare. Fortunatamente i politici del NCD hanno proposto la riapertura del progetto del ponte sullo Stretto di Messina, quindi, volendo, un lontano domani (si parla del 2861, in occasione dei festeggiamenti per il millennio del Regno d'Italia), potremo farci due passi in Sicilia. Oliverio, equivocando sui tempi, nella fretta di correre a tagliare il nastro inaugurale, è finito in mare. Subito soccorso da un barcone di profughi, è poi sbarcato felicemente sulla battigia, ma, scambiato per un attivista dell'Isis, ha dovuto pateticamente spiegare la dinamica dei fatti, e l'identità, alle sospettose forze dell'ordine. Il treno italiano si sta spostando alla velocità di circa 0,7 chilometri all'ora. Lento? Beh, intanto il Premier ha valutato un'accelerazione di 0,1 se non 0,2 in più, ma, certo, sempre lumacone sembrerebbe. Ci sono tre motivi per una così fiacca avanzata. Primo. Il locomotore è sì dotato di un potentissimo motore diesel Volkswagen, ma, per evitare nocive esalazioni, è stato acceso il noto dispositivo già montato, e sperimentato, dalla casa tedesca, su 11 milioni di veicoli. Normalmente esso congegno dovrebbe entrare in funzione soltanto durante i test antinquinamento, ma, visto che il capostazione è il PD, per motivi di propaganda elettorale ambientalista, si è voluto utilizzarlo senza soluzione di continuità, e le migliaia di cavalli sono diventati tranquilli somari. Secondo.  Il macchinista ed i suoi assistenti, sono i noti componenti del partito, e quindi, tra chi vuole frenare e chi vuole accelerare, si finisce per creare un'andatura, diciamo, a corrente alternata. Terzo. Mi corre l'obbligo, per dovere di cronaca, anche accennare ai sospetti che qualche magistrato (gufo disfattista) ha avanzato: sembrerebbe che qualche componente di partito alleato si sia venduto parte del gasolio, sostituendolo con della fresca, e poco propulsiva, acqua di rubinetto. In ogni modo il convoglio si sta muovendo. Per dove? Ma per la Germania diamine! E dove sennò? E, se non ora, quando? La Merkel aspetta tutti a braccia aperte. La decisione sulla destinazione è stata presa all'unanimità dalle due Camere in seduta congiunta; l'argomento decisivo è stata la notizia che l'amministratore delegato della Volkswagen, Martin Winterkon, dopo essersi scusato per l'incidente, ed avere assicurato "che non lo faranno più", si è ritirato con una pensioncina di 28,6 milioni di euro. I parlamentari, dopo aver mentalmente calcolato il loro misero vitalizio italiano, hanno pensato ad una sua rivalutazione "germanica" di molto più soddisfacente. Tenuto conto, hanno sempre pensato, di aver provocato, singolarmente, danni al paese certamente inferiori. Insomma, ci hanno dimenticati quaggiù. Sì lo so che sembra ci stiano appiccicati sempre lì, ma voi conoscete il detto: chi va piano...

Maurizio Silenzi Viselli

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.