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Quando la donna conta nella storia del Bel Paese

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Secoli in cui si nasce femmina e si cresce donna: oggi così come ieri. Negli ultimi anni si parla e si scrive di donne, facendole uscire da quel silenzio fatto di una storia troppo spesso scritta da uomini, ma fatta dalle loro azioni e dai loro silenzi. Ecco allora che si moltiplicano iniziative e giornate in cui si celebra il no a qualsiasi bruttura nei confronti del gentil sesso, dal richiamo letterario in un aggettivo abusato e mal utilizzato. La donna, che la leggenda cristiana vuole nata dalla costola di Adamo, segnandone per sempre una dipendenza anche fisica e relegandola ad un peccato originario che a volte ritorna come in un ricordo sbiadito è protagonista del tempo che vive. La storia umana è segnata da gesti quotidiani e da sacrifici silenziosi innati per chi ha avuto un grande dono: mettere al mondo un figlio e dare la vita. In alcuni luoghi del mondo è ancora un danno nascere femmina, una grave colpa da sanare in tutti i modi, ed ancora oggi sentiamo raccontare di sfregi indelebili su visi innocenti. In ogni angolo della nostra bella Italia si respira la storia di una donna che ha segnato un momento importante con la sua vita, che sia stata un esempio positivo o che abbia avuto la sfortuna di incappare in un qualsiasi errore. La nostra terra di Calabria così bella ma così quotidianamente maltrattata, ne ha viste di imperatrici e regine dai nomi altisonanti, che arrivate da oltre mare restavano rapite dai selvaggi panorami e dai profumi aspri. Ma la nascita è un’altra cosa, l’onore di appartenere a questa terra come ad una propria famiglia la portiamo dietro con noi ed il velo che si è levato sulla storia fatta dai meridionali, va di pari passo con il conoscere la vita di donne calabresi. Eroine mosse da sogni di libertà e non solo perché compagne di un uomo, ma in quanto donne desiderose di agire. Sogni che hanno portato ad un Risorgimento ancora poco studiato, in cui le protagoniste sono loro. Nessuno conosce Marianna Oliverio dal nome di battaglia “Cirilla” che una Cosenza della metà dell’800 vede Brigantessa, come nessuno conosce Lucrezia Plutino di Reggio Calabria che diede rifugio ai perseguitati. Donne che dal 1500 in poi diventano da schiave a maestre, da operaie a cittadine, fino ad oggi in cui si sogna guardando volare nello spazio la prima donna italiana in una spedizione europea. Si sogna e si studia e nel frattempo si costruiscono personalità che hanno il coraggio di ribellarsi. E come dice il poeta latino Virgilio, “forse un giorno gioverà ricordare tutto questo”. s. t.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.