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Futuro Nazionale, sei addii nel Cosentino: rottura con il generale e «metodi verticistici»

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CASTROVILLARI – Sei esponenti lasciano Futuro Nazionale nel Cosentino. Dopo essersi autosospesi nei giorni scorsi, i referenti dei comitati di Castrovillari, Cosenza, Morano Calabro, Spezzano Albanese e Altomonte, insieme a un cofondatore del comitato di Francavilla Marittima, annunciano la «definitiva ed irrevocabile fuoriuscita» dal movimento.

La decisione, comunicata il 1° novembre, è firmata da Eugenio Salerno, Simona Russo, Francesca Rosito, Gianfranco Groccia, Vincenzo Borrelli e Gaetano Falabella. Alla base, spiegano, c’è il «totale logoramento dei rapporti politici e fiduciari» con i vertici regionali e nazionali, accompagnato da una divergenza sui metodi organizzativi e sulla linea politica.

«Avevamo creduto in un progetto nuovo, capace di rinnovare la politica, valorizzare il merito e restituire centralità ai territori», scrivono. «Ci siamo invece ritrovati di fronte a dinamiche che ricordano fin troppo da vicino quelle della vecchia politica: decisioni calate dall’alto, scarsa partecipazione e un crescente distacco da chi lavora concretamente nelle comunità locali».

I sei contestano una gestione che, a loro giudizio, avrebbe ridotto il confronto interno e valorizzato le attività territoriali soprattutto in funzione di candidature già definite. Nella nota denunciano anche l’assenza di coordinamento nella provincia di Cosenza e le tensioni interne legate, secondo la loro ricostruzione, a «guerre di tessere e di firme» per influenzare le nomine.

Tra gli episodi richiamati c’è quello di Vincenzo Borrelli, referente di Altomonte, che i firmatari descrivono come «totalmente abbandonato» dai vertici dopo essersi esposto a tutela del comparto agricolo. Nel comunicato criticano inoltre una politica che, sostengono, si starebbe trasformando in una «corsa ai like» e alla visibilità sui social.

La parte più dura della denuncia riguarda la gestione politica regionale riconducibile al deputato Domenico Furgiuele. I firmatari sollevano dubbi su alcune assegnazioni di incarichi che, secondo quanto riferiscono, riguarderebbero persone legate da rapporti di parentela a esponenti politici. La nota cita una responsabilità a Catanzaro che sarebbe stata affidata a una presunta nipote e un ruolo di rilievo che sarebbe in procinto di essere assegnato a Massimo Cristiano, indicato come cognato del parlamentare.

Sono affermazioni contenute nel comunicato dei sei fuoriusciti, che parlano di un «doppio standard» rispetto alle posizioni pubbliche del presidente di Futuro Nazionale, il generale Roberto Vannacci, sul familismo politico. «Non si può sbandierare la lotta al nepotismo e alla vecchia politica dalle tribune elettorali e poi praticare o tollerare le medesime logiche», sostengono. La nota non allega documentazione a supporto di queste contestazioni.

I firmatari rivendicano di aver contribuito alla costruzione del movimento in Calabria: ricordano l’organizzazione della manifestazione regionale di Rende del 23 marzo 2026, l’apertura della sede di Castrovillari e la partecipazione alla raccolta firme sulla legittima difesa e al congresso nazionale di Roma del 13 e 14 giugno.

L’uscita, affermano, non chiude il loro impegno politico. «Continueremo a credere in un centrodestra serio, concreto e capace di confrontarsi senza personalismi né ipocrisie», concludono. «La coerenza, per noi, viene prima dell’appartenenza».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.