Pietrapaola, scontro sull’accesso agli atti: «La libertà di amministrare non è libertà di sottrarsi ai controlli»
I consiglieri Teresa Leone, Simona Papparella e Giuseppe Parrotta replicano alla sindaca Manuela Labonia: «Da mesi senza risposte le richieste di accesso e le interrogazioni». Contestata anche la gestione del confronto in Consiglio
PIETRAPAOLA – La libertà di amministrare, invocata dalla sindaca Manuela Labonia in un recente comunicato, diventa il terreno di un nuovo scontro politico a Pietrapaola. I consiglieri comunali Teresa Leone, Simona Papparella e Giuseppe Parrotta sostengono che il diritto di controllo della minoranza non trovi riscontro nell’attività amministrativa e denunciano richieste di accesso agli atti e interrogazioni rimaste senza risposta.
«Belle parole, peccato che il modo di amministrare la cosa pubblica nel Comune di Pietrapaola racconti una realtà ben diversa», scrivono i tre consiglieri, che parlano di «mancato rispetto delle norme, carenza di trasparenza e regole interpretate in maniera ingiustificatamente difforme a seconda dei soggetti coinvolti».
Nel mirino ci sono, in particolare, le istanze di accesso agli atti presentate tra ottobre 2025 e gennaio 2026. Secondo Leone, Papparella e Parrotta, a oggi non sarebbe arrivato alcun riscontro, nonostante il tempo trascorso. Il 2 febbraio scorso, riferiscono, il consigliere Parrotta si è rivolto all’autorità giudiziaria per il mancato riscontro a quattro richieste, già sollecitate e oggetto di diffide. «Eppure, nonostante tutto, ad oggi non è pervenuta alcuna risposta», affermano.
La nota elenca poi tre interrogazioni a risposta scritta che, secondo i firmatari, sarebbero rimaste senza riscontro. La prima, presentata il 2 maggio da Papparella e Parrotta, riguarda un abuso edilizio, l’ordinanza di demolizione delle opere e la successiva sospensione, con riferimento a un immobile individuato al foglio di mappa 5, particella 242.
La seconda, dell’11 luglio, firmata da Leone, Papparella e Parrotta, riguarda la mancata liquidazione degli acconti alla ditta affidataria dei lavori di pulizia di strade, piazze, aree pubbliche e aree verdi, nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 30 settembre 2026. La terza, presentata il 4 ottobre dagli stessi consiglieri, chiede chiarimenti sulla modifica della struttura organizzativa comunale e sull’assegnazione dei dipendenti alle diverse aree e ai servizi.
«Si tratta di questioni tutt’altro che marginali, che riguardano la trasparenza amministrativa, la corretta gestione delle risorse pubbliche e il funzionamento della macchina comunale», sostengono i consiglieri. Nel richiamare l’articolo 43 del Testo unico degli enti locali e l’articolo 22 del regolamento comunale, ricordano che ai consiglieri spettano il diritto di accesso alle informazioni e ai documenti utili al mandato e la possibilità di presentare interrogazioni e altre istanze di sindacato ispettivo.
«Non si tratta di concessioni o favori da parte di chi amministra, ma di precise prerogative istituzionali», affermano. E ancora: «Chi governa un Comune deve accettare il controllo democratico, soprattutto quando questo viene esercitato nell’interesse della collettività e nel pieno rispetto delle prerogative riconosciute dalla legge ai consiglieri comunali».
La replica si chiude con un giudizio politico sull’operato della sindaca. Labonia, scrivono i tre firmatari, «anziché favorire il confronto istituzionale e garantire la trasparenza amministrativa», si caratterizzerebbe, a loro avviso, «per la mancanza di trasparenza, per atteggiamenti di sostanziale chiusura rispetto ai controlli e per il mancato rispetto delle regole consiliari».
«La libertà di amministrare non può e non deve diventare libertà di sottrarsi ai controlli. La trasparenza non è un’opzione e il rispetto delle regole democratiche non può essere subordinato alla volontà di chi governa», concludono Leone, Papparella e Parrotta.