Costarella lascia la Protezione civile, Tansi: «Una perdita che mi rattrista»
L’ex capo del Dipartimento lo ringrazia per gli anni condivisi e ricorda il lavoro avviato nel 2015. L’incarico era stato conferito nel dicembre 2025 per tre anni, con possibilità di cessazione anticipata: le ragioni dell’uscita non sono ancora note
CATANZARO - Domenico Costarella non è più alla guida della Protezione civile della Calabria. A darne notizia è Carlo Tansi, già responsabile del Dipartimento regionale, che in un lungo messaggio pubblico saluta il dirigente e ricostruisce gli anni di lavoro trascorsi fianco a fianco. Sulle ragioni della cessazione dell’incarico, al momento, non sono state diffuse comunicazioni.
Costarella, che rivestì tra gli altri l'incarico di dirigente al Personale e Affari Generali all'allora Comune di Rossano dal 2014 al 2016, era stato nominato dirigente generale con decreto del 20 dicembre 2025. L’incarico decorreva dalla firma del contratto individuale, aveva durata triennale e poteva cessare prima nei casi previsti dalla normativa. La scadenza naturale, dunque, non era imminente. Al momento della verifica, tuttavia, la pagina istituzionale del Dipartimento riportava ancora il suo nome come dirigente generale.
«È una notizia che mi rattrista profondamente», scrive Tansi, che il 18 novembre 2015, insediandosi alla guida della Protezione civile calabrese, volle Costarella al proprio fianco come capostruttura. «Fu una delle scelte più importanti che feci».
Nel ricordo dell’ex responsabile, insieme a Costarella, al compianto Paolo Cappadona e agli altri collaboratori fu affrontata «una sfida che sembrava impossibile»: «smantellare un sistema di malaffare che per quasi trent’anni aveva condizionato la Protezione civile calabrese». Tansi descrive quei tre anni, dal 2015 al 2018, come un periodo di lavoro senza soste: «Non esistevano orari, non esistevano festività. Esisteva soltanto una missione: restituire ai calabresi una Protezione civile degna di questo nome».
«E ci riuscimmo», aggiunge, sostenendo che la struttura passò dall’essere considerata «la Cenerentola delle Protezioni civili italiane» a diventare «un punto di riferimento nazionale». Un risultato che, secondo Tansi, non sarebbe stato possibile senza figure come Costarella e Cappadona.
Tansi ricorda anche la differenza di carattere tra i due: «Io forse più istrionico, più presente pubblicamente, più impetuoso. Lui pacato, riservato, lontano dai riflettori». Dietro quella discrezione, scrive, c’era «un lavoratore instancabile», affidabile e disponibile «a qualsiasi ora del giorno e della notte».
Dopo l’uscita di Tansi dal Dipartimento, Costarella avrebbe continuato a lavorare «con la stessa determinazione, nel solco che avevamo tracciato insieme». L’ex dirigente richiama anche la gestione delle emergenze degli ultimi anni, compresi i recenti fenomeni ciclonici, come prova della capacità di previsione e organizzazione raggiunta dalla struttura.
«Ho sentito Domenico poco fa. Gli ho manifestato personalmente tutto il mio affetto, la mia stima e anche la mia profonda tristezza per questa notizia», scrive Tansi. Poi il saluto: «Grazie per la tua lealtà, la tua competenza e il tuo instancabile impegno al servizio dei calabresi». E conclude: «Sono orgoglioso di aver lavorato con te e di averti avuto al mio fianco in quella straordinaria avventura. Grazie Domenico. Ti voglio bene».