4 ore fa:E intanto la Provincia bituma: asfalto nuovo a Corigliano e San Demetrio corone
6 ore fa:Strade di nessuno, la montagna resta isolata: dieci chilometri tra Ortiano e Bocchigliero nel degrado
1 ora fa:Trebisacce, domani la “Walk for the Cure”: una camminata a sostegno della lotta ai tumori del seno
3 ore fa:Unical, il primo anno di Greco: più iscritti, 45 milioni per la ricerca e borse di studio a tutti gli idonei
30 minuti fa:Sottosegretari regionali, Scutellà attacca Occhiuto: «Basta poltrone, le risorse vadano ai calabresi»
5 ore fa:Operazione antimafia nella Sibaritide, il SIM ringrazia i carabinieri: «Servono uomini, mezzi e risorse»
1 ora fa:Aterp Calabria, canoni e morosità al centro del confronto: Polimeni e Rosa chiedono nuove regole
5 ore fa:Frascineto, oltre 12 mila euro per bambini e famiglie: finanziati laboratori e attività sociali
6 ore fa:La pizza “evocativa” di Daniele Campana incontra le bollicine di Tenute Pacelli
Adesso:Le corse non bastano: a Corigliano-Rossano serve un trasporto pubblico facile da usare

Le corse non bastano: a Corigliano-Rossano serve un trasporto pubblico facile da usare

4 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Due ragazze di sedici anni vogliono raggiungere un centro commerciale in autobus. Un piccolo progetto di autonomia che dovrebbe essere normale, alla loro età. Nella testimonianza inviata da un genitore, invece, diventa un percorso a ostacoli: cercare gli orari, individuare la fermata, capire dove cambiare mezzo e, soprattutto, assicurarsi di poter tornare a casa. Alla fine, dopo oltre mezz’ora di attesa e senza aver visto passare il pullman, le ragazze rinunciano.

È un episodio che merita una risposta. Ma pone anche una domanda, e cioè: quanto è davvero accessibile il trasporto pubblico di Corigliano-Rossano a chi prova a utilizzarlo, anche per la prima volta?

Secondo il racconto del genitore che ha denunciato l'episodio, le difficoltà cominciano ancora prima di uscire di casa. L’app si bloccherebbe durante la registrazione; una telefonata si conclude dopo 38 minuti di attesa, senza risposta; un contatto WhatsApp restituisce informazioni dopo 43 minuti. Quando finalmente viene individuato un itinerario, restano le incertezze: partenza da contrada Frasso alle 11.07, senza una localizzazione sufficientemente chiara della fermata, e cambio a “Corigliano Agip”. Indicazioni che possono risultare comprensibili a un viaggiatore abituale, molto meno a chi non conosce già il servizio.

Anche il ritorno scoraggia il viaggio. Stando alle informazioni riferite, le alternative individuate erano alle 12.35 oppure alle 18. Una permanenza brevissima o un’attesa di diverse ore. Le ragazze raggiungono comunque la fermata e aspettano fino alle 11.38. Poi desistono.

Ovviamente, occorre chiarire che cosa sia accaduto. Se la corsa sia stata effettuata, quale fosse il punto esatto di salita, se gli orari consultati fossero aggiornati e se vi fossero variazioni. La segnalazione, da sola, non permette di stabilirlo. Descrive però una difficoltà concreta: degli utenti non sono riusviti ad ottenere con sufficiente semplicità le informazioni necessarie per organizzare un viaggio.

La qualità del servizio di trasporto pubblico

Un servizio pubblico deve poter essere accessibile e deve comprendere una serie di servizi. Dalla possibilità di sapere dove attendere l'arrivo del mezzo, quale autobus prendere, quanto costa il biglietto e come tornare. Pensiline, paline riconoscibili, tabelle aggiornate e mappe leggibili sono parte del servizio. Nei posti in cui mancano, o dove le indicazioni risultano insufficienti, la fermata diventa un luogo incerto. Ogni punto di salita dovrebbe avere un nome univoco, le linee in transito e gli orari distinti tra giorni feriali, festivi e periodi scolastici. Le stesse informazioni dovrebbero essere disponibili online, con la posizione esatta sulla mappa.

Il digitale può aiutare, purché funzioni e sia semplice. Il sito del gestore mette a disposizione un portale per consultare percorsi e orari e acquistare titoli di viaggio. La sua esistenza, tuttavia, non risolve automaticamente i problemi di accessibilità segnalati poiché bisogna verificare l’esperienza concreta degli utenti, correggere i malfunzionamenti e garantire assistenza. Consultare una linea o cercare una fermata deve essere un’operazione immediata, anche per chi ha poca dimestichezza con la tecnologia.

Il nuovo tpl

L’attivazione delle nuove linee e l’aumento delle percorrenze avrebbero richiesto una campagna capillare di accompagnamento. Dalle criticità descritte emerge quanto sia necessario rendere riconoscibile il cambiamento e spiegare quali collegamenti sono disponibili, quali quartieri raggiungono, quali opportunità aprono. Informazioni da portare nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli esercizi commerciali, negli uffici pubblici e alle fermate, oltre che sui canali istituzionali.

Si sarebbe potuto inaugurare il servizio con un biglietto giornaliero di lancio, gratuito o a prezzo simbolico, accompagnato da una mappa dei nuovi percorsi e da punti informativi. Una giornata per provare gli autobus, conoscere le coincidenze e scoprire se un tragitto abitualmente percorso in automobile fosse possibile anche con il mezzo pubblico. Una proposta ancora praticabile, purché organizzata quando informazioni e servizio siano pronti ad accogliere nuovi utenti.

Resta il problema delle corse. Un collegamento va valutato sull’intero viaggio e quindi considerando l'andata, il tempo utile, la destinazione e il ritorno. Se gli orari non consentono di raggiungere un ufficio, fare acquisti, partecipare a un’attività o rientrare dopo il lavoro, l’offerta perde utilità anche quando una linea esiste sulla carta. Per questo la rimodulazione dovrebbe partire da una verifica degli spostamenti reali, coinvolgendo studenti, lavoratori, anziani e persone senza automobile. Vanno individuati i vuoti nelle fasce orarie, controllate le coincidenze e sperimentate correzioni, pubblicandone poi i risultati.

Il chilometraggio disponibile rimane un vincolo rilevante. Nella ricostruzione diffusa dal Comune a luglio, le percorrenze assegnate erano salite a 676.388 bus-chilometri annui, rispetto ai precedenti 480.200, restando inferiori agli 843.848 previsti dalla programmazione richiamata dall’amministrazione. Sono dati che sostengono la richiesta di maggiori risorse, ma rendono ancora più necessario utilizzare bene quelle disponibili.

Trasporto integrato: perché riattivare la jonica

In questa prospettiva andrebbe affrontata anche l’integrazione con la ferrovia. Le stazioni di Rossano e Corigliano possono rappresentare due nodi di collegamento tra gli scali cittadini. Un servizio ferroviario regolare, coordinato con gli autobus, potrebbe consentire di destinare parte delle percorrenze su gomma ai quartieri e alle contrade. Il risparmio andrebbe verificato attraverso uno studio di orari, frequenze e domanda, evitando di ridurre gli autobus prima di avere un’alternativa effettiva.

Oggi pesa anche la discontinuità della linea jonica. Le responsabilità vanno individuate con precisione e al gestore va chiesto conto di corse, informazioni e assistenza; al Comune della riconoscibilità delle fermate e del coordinamento territoriale, secondo le rispettive competenze; alla Regione delle risorse e della programmazione. Un tavolo operativo dovrebbe tradurre questi compiti in interventi, scadenze e verifiche pubbliche.

A Corigliano-Rossano l’abitudine al trasporto pubblico va certamente costruita. Anche i cittadini possono fare la loro parte, provando il servizio quando offre un’alternativa praticabile. Ma accompagnare questo cambiamento è un compito di chi lo organizza, chiedere di lasciare l’automobile significa rendere comprensibile e affidabile il viaggio che la sostituisce.

Quelle due ragazze avevano già deciso di provarci. Il trasporto pubblico dovrebbe fare in modo che, la prossima volta, possano arrivare a destinazione e tornare a casa.

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.