Strade di nessuno, la montagna resta isolata: dieci chilometri tra Ortiano e Bocchigliero nel degrado
Dalla strada del Patire alla viabilità della Valle del Trionto, piccoli centri e contrade dipendono da arterie senza una manutenzione adeguata
LONGOBUCCO – Quante volte ci è capitato di essere instradati dal navigatore su "strade veloci" che poi si sono rivelate un incubo? Nel Nord-Est calabrese, queste, sono le cosiddette “strade di nessuno”: arterie costruite per raggiungere campagne, montagne e piccoli centri abitati, anche in modo diretto e se vogliamo veloce, ma che oggi sno segnate dall’abbandono e da una domanda senza risposta: chi deve occuparsene, e con quali risorse?
Il caso che riporta il problema al centro è la Ortiano-Bocchigliero. Dieci chilometri di strada interpoderale, tra campagna e montagna, che collegano insediamenti sparsi della Valle del Trionto e della Valle del Laurenzana. A denunciarne il grave stato di abbandono è Tonino Baratta, segretario della Camera del Lavoro della Cgil di Longobucco.
Non è soltanto una strada di servizio. Per gli abitanti delle contrade di Destro, Manco e Ortiano, nel territorio di Longobucco, queste vie rappresentano spesso il collegamento con il centro e con i paesi vicini. La Ortiano-Bocchigliero, inoltre, può diventare un’arteria strategica per l’entroterra: attraverso la nuova Sila-Mare, il collegamento con la costa potrebbe essere più diretto. Ma una connessione sulla carta serve a poco se il percorso che dovrebbe renderla possibile è lasciato al degrado.
La vicenda richiama quella della strada del Patire, nel tratto che dall’Abbazia raggiunge l’incrocio con l’ex SS 177, oggi SP 188 o, ancora, la Macrocioli-Fossiata (sulle quali di recente è stata effettuata una importante opera di riqualifica grazie ad Anas). Realizzate dall’allora Opera Sila con il lavoro degli operai forestali, anche questa arteria è oggi in condizioni critiche. Due storie diverse, lo stesso vuoto: strade nate per servire il territorio che, col passare del tempo, sono rimaste senza una manutenzione adeguata.
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Sul piano formale, la Ortiano-Bocchigliero ricade sotto la competenza dei Comuni di Longobucco e Bocchigliero, ciascuno per la parte del tracciato nel proprio territorio. Ma la titolarità amministrativa non risolve il nodo delle risorse. Sono piccoli Comuni montani, con territori vasti e policentrici, disseminati di contrade e collegamenti minori. Affrontare da soli i costi di manutenzione di un’arteria di dieci chilometri può diventare un’impresa difficile, anche quando la strada è essenziale per la mobilità quotidiana.
È qui che la definizione di “strada di nessuno” assume il suo significato più concreto: non indica necessariamente l’assenza di un ente competente, ma la distanza tra una responsabilità scritta negli atti e la capacità effettiva di intervenire. Quando i Comuni non hanno risorse sufficienti, la strada resta formalmente loro; nella pratica, però, il problema ricade su chi la percorre.
La questione riguarda dunque un’intera rete di collegamenti minori, spesso decisivi per chi vive nelle aree interne. Anche perché occorrerebbe capire come sostenere i Comuni che non possono mantenerla da soli e come coordinare gli interventi quando un’arteria collega più territori. La Ortiano-Bocchigliero è oggi il caso più evidente, ma la domanda si estende dalla Valle del Trionto alla strada del Patire a tutte le altre vie che restano senza una manutenzione concreta, pur essendo vitali per le comunità che servono.