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La generazione che scompare: in dieci anni persi quasi tremila adolescenti

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CORIGLIANO-ROSSANO – Ci sono quasi tremila ragazzi che mancano all'appello. Non sono partiti tutti insieme, non hanno lasciato una valigia davanti alla porta e non esiste un elenco dei loro nomi. Semplicemente, oggi non ci sono. Sono i 2.953 adolescenti in meno che la Calabria del Nord-Est conta rispetto a dieci anni fa. Ed è probabilmente questo uno dei numeri più inquietanti per raccontare il declino demografico di un territorio che, mentre discute di infrastrutture, sviluppo e nuove opportunità, continua a perdere la sua risorsa più preziosa: le nuove generazioni.

L'analisi condotta da Eco dello Jonio sui dati ISTAT relativi alla popolazione residente al 1° gennaio 2015 e al 1° gennaio 2025 restituisce una fotografia impietosa dei 58 comuni del comprensorio della Sibaritide, del Pollino, dell'Alto Jonio, dell'Arberia e della Sila Greca.

Nel 2015 i ragazzi di età compresa tra 11 e 19 anni erano 22.536. Dieci anni dopo sono diventati 19.583. Una contrazione del 13,1%, che assume un significato ancora più profondo se confrontata con il calo della popolazione complessiva. Ma che potrebbe essere addirittura apocalittica e drammatica se da questo computo sottraessimo tutta la popolazione giovanile straniera residente (che ovviamente risulta nel calcolo).

Nello stesso periodo, infatti, gli abitanti dei 58 comuni sono passati da 250.939 a 230.426: 20.513 residenti in meno, pari all'8,2%. Significa che gli adolescenti stanno diminuendo a un ritmo sensibilmente superiore rispetto alla popolazione generale. Pertanto, non è soltanto un territorio che perde abitanti ma è un'area in cui si restringe anche il peso demografico delle generazioni più giovani.

Il futuro pesa sempre meno

Nel 2015 gli adolescenti rappresentavano l'8,98% della popolazione complessiva. Nel 2025 la loro incidenza è scesa all'8,50%. Una differenza di quasi mezzo punto percentuale che, dietro la sua apparente modestia, fotografa una trasformazione strutturale. La diminuzione non è uniforme e non riguarda tutti i comuni con la stessa intensità. Ma il dato aggregato mette in evidenza una questione di fondo: il progressivo assottigliamento di una generazione che nei prossimi anni dovrebbe alimentare le scuole superiori, le università, il mercato del lavoro e, soprattutto, la capacità delle comunità locali di rinnovarsi.

E c'è un elemento che rende il fenomeno particolarmente complesso. Il confronto riguarda due fotografie della popolazione, distanti dieci anni: non segue le stesse persone nel tempo e non misura direttamente quanti giovani siano emigrati. Rileva, invece, quanti residenti in età adolescenziale vivessero nel territorio in due momenti distinti nel tempo: il 2015 e il 2025. 

Le città perdono centinaia di adolescenti

Anche nei principali centri urbani i numeri sono eloquenti. A Corigliano-Rossano, la città più popolosa del comprensorio, gli adolescenti sono passati da 7.676 a 7.251. Significa 425 ragazzi in meno, una contrazione del 5,5%. Una diminuzione percentualmente più contenuta rispetto alla media territoriale, ma che in termini assoluti rappresenta la perdita più consistente tra i comuni esaminati.

A Castrovillari, invece, la riduzione è particolarmente marcata: da 2.013 a 1.691 adolescenti, con un saldo negativo di 322 unità, pari al 16%. A Cassano Jonio si passa da 1.652 a 1.488, con 164 adolescenti in meno, mentre Cariati scende da 842 a 688, perdendo 154 ragazzi, il 18,3% della propria popolazione adolescenziale del 2015.

Sono numeri che raccontano una crisi capace di attraversare tanto i centri urbani quanto le realtà più periferiche. Con una differenza sostanziale: dove esiste una popolazione numerosa, la perdita può essere assorbita più facilmente in termini di servizi e organizzazione sociale. Nei piccoli comuni, invece, anche poche decine di ragazzi in meno possono cambiare radicalmente gli equilibri di una comunità.

Nei piccoli paesi il crollo diventa drammatico

È nell'entroterra che il fenomeno assume i contorni più estremi. A Bocchigliero gli adolescenti erano 97 nel 2015. Nel 2025 ne risultano appena 29: una contrazione superiore al 70%. A Papasidero si passa da 59 a 22, con un calo del 62,7%. A Scala Coeli da 90 a 34, con una diminuzione del 62,2%. Ad Albidona gli adolescenti si dimezzano abbondantemente, passando da 116 a 55.

E ancora, Oriolo registra una riduzione da 160 a 93 ragazzi, mentre Saracena ne perde 101, passando da 298 a 197. Non sono soltanto percentuali. Sono numeri che interrogano direttamente la tenuta delle scuole, dei servizi per le famiglie, delle attività sportive e culturali, delle relazioni sociali.

Ma c'è anche chi cresce

La fotografia, tuttavia, non è interamente negativa. Villapiana rappresenta uno dei casi più interessanti: gli adolescenti passano da 440 a 491, con un incremento di 51 unità, pari all'11,6%. Cresce anche San Cosmo Albanese, che passa da 37 a 50 adolescenti, mentre Roseto Capo Spulico registra un aumento da 135 a 141.

Non basta costruire il futuro. Bisogna avere qualcuno che lo abiti

Il problema non riguarda soltanto la demografia. Riguarda la programmazione territoriale. Quale rete scolastica sarà sostenibile nei prossimi dieci anni? Quale domanda di servizi educativi, sportivi e culturali emergerà nei piccoli centri? Come potranno sopravvivere le comunità nelle quali la presenza di bambini e adolescenti continua a contrarsi?

Sono domande che dovrebbero entrare stabilmente nell'agenda dei sindaci, della Provincia e della Regione Calabria. Perché non basta ragionare sulle infrastrutture, sulle strade, sulle ferrovie, sugli ospedali e sulle grandi opere. Tutto questo resta fondamentale. Ma la vera sfida è costruire un territorio nel quale le famiglie possano scegliere di vivere, crescere figli, trovare servizi e opportunità.

In dieci anni la Calabria del Nord-Est ha perso oltre ventimila residenti. Ma il dato politicamente e socialmente più allarmante è che quasi tremila di quei residenti mancanti, nel confronto tra le due fotografie demografiche, appartengono alla fascia adolescenziale.

Non sappiamo ancora quanti giovani lasceranno il territorio domani. Sappiamo però che oggi ce ne sono molti meno rispetto a dieci anni fa. Ed è forse questa la misura più severa della crisi: non soltanto quanti siamo diventati, ma quanti saremo in grado di essere domani.


Fonte: elaborazione L'Eco dello Jonio su dati ISTAT, popolazione residente per singola età al 1° gennaio 2015 e al 1° gennaio 2025. Ambito territoriale: 58 comuni della Calabria del Nord-Est, circondario del Tribunale di Castrovillari. Fascia considerata: 11–19 anni compiuti.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.