Crosia, due contributi sociali e una liquidazione prima della fine del progetto: Di Vico e Blefari chiedono chiarimenti
Nel mirino 2.800 euro per iniziative su inclusione e disabilità e 4.990 euro per “Spiagge cardioprotette”. I consiglieri del Gruppo misto sostengono di non aver ricevuto risposta alla richiesta di accesso agli atti
CROSIA – «Non formuliamo accuse ma chiediamo documenti e verifiche». Due contributi comunali destinati a iniziative sociali, una richiesta di accesso agli atti ancora senza risposta e una liquidazione disposta — secondo i consiglieri — prima della conclusione del progetto. Giovanni Di Vico e Teresa Blefari, oggi nel Gruppo misto dopo essere stati eletti con la coalizione che ha vinto le amministrative, chiamano in causa l’amministrazione della sindaca Teresa Aiello e chiedono di conoscere come siano state utilizzate le risorse pubbliche. Le loro contestazioni sono contenute tutte in una nota stampa diffusa ieri ma che chiede di fare luce su progetti che sarebbero stati messi a terra nel corso dell'estate scorsa.
Le somme indicate e nel focus dei due rappresentanti civici sono 2.800 euro assegnati all’associazione CEMSF per attività legate a inclusività e disabilità e 4.990 euro all’associazione Shardana Simul Pro Aliis per il progetto “Spiagge cardioprotette”. Entrambi i pagamenti, sostengono i consiglieri, sarebbero stati imputati al capitolo 8189. Insomma, in un'unica soluzione.
Il 1° ottobre Di Vico e Blefari hanno presentato una richiesta formale di accesso agli atti per acquisire i progetti, le procedure seguite per individuare le associazioni, la documentazione sulle attività svolte e le pezze giustificative delle spese. «A distanza di settimane, tuttavia, non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro», scrivono.
Il punto più delicato riguarda il contributo per “Spiagge cardioprotette”. La determina comunale n. 454 del 1° settembre 2026, riferiscono i consiglieri, indicava per il progetto un periodo di svolgimento compreso tra agosto e ottobre e subordinava la liquidazione alla presentazione della documentazione delle spese, della rendicontazione delle attività e di una relazione finale. L’atto di liquidazione risulterebbe però firmato il 25 settembre, quando ottobre non era ancora trascorso.
A questo punto della storia, però, c'è da ricordare anche un altro aspetto: il Comune di Crosia si trova in una procedura di dissesto e tutte le spese sono (o dovrebbero essere) monitorate costantemente.
Ora, alla luce di quest'ultima liquidazione, Di Vico e Blefari si chiedono quali attività erano già state realizzate e rendicontate a quella data (mancando l'intero mese di ottobre). La relazione finale era stata acquisita? Come sono state considerate le iniziative previste per il mese di ottobre? «Non stiamo formulando accuse - precisano - e non anticipiamo giudizi ... chiediamo di conoscere gli atti, i documenti e le verifiche che hanno accompagnato la liquidazione». Insomma, un'operazione verità.
La richiesta di chiarimenti riguarda anche le finalità sociali riportate nelle determine. Per il contributo al CEMSF, l’atto comunale parlerebbe di iniziative per l’aggregazione e l’inclusione delle persone con disabilità, comprese attività musicali e una giornata dedicata ai bambini con disturbo dello spettro autistico, in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile. I consiglieri chiedono date, programmi, autorizzazioni e documenti che attestino lo svolgimento degli eventi e il coinvolgimento dei destinatari.
Nel caso di “Spiagge cardioprotette”, la determina avrebbe attribuito «particolare rilevanza» anche a una campagna di sensibilizzazione sull’inclusione delle persone con disabilità, rivolta in particolare a famiglie in difficoltà. «L’inclusione non può restare soltanto una finalità scritta in una determina. Deve tradursi in attività concrete, accessibili, conosciute e verificabili», affermano i due firmatari.
La questione, dunque, non riguarda soltanto il mancato riscontro lamentato dai consiglieri. Chiama in causa la trasparenza sull’impiego di fondi pubblici destinati a iniziative rivolte a persone con disabilità, bambini e famiglie. Se la sequenza delle date e delle condizioni di pagamento riportata da Di Vico e Blefari trovasse conferma negli atti, la liquidazione anticipata rispetto alla conclusione del progetto richiederebbe spiegazioni puntuali da parte dell’amministrazione.
I consiglieri chiedono risposte al Comune e agli uffici competenti, ribadendo che il controllo sull’attività amministrativa è una prerogativa istituzionale. «A Crosia i cittadini non chiedono favori: chiedono trasparenza», concludono. «Non pretendono privilegi: pretendono il rispetto delle regole».