Emodinamica, il centrodestra contro Stasi: «Nessuna chiusura, basta allarmismi»
Movimento del Territorio e Forza Italia ricordano i 14 direttori di Cardiologia e difendono il modello regionale. Ma il sindaco contesta la cancellazione del servizio stabile dalla programmazione degli Spoke
CORIGLIANO-ROSSANO - Due letture opposte della stessa riorganizzazione sanitaria. Da una parte il sindaco Flavio Stasi, che denuncia la cancellazione dell’Emodinamica programmata per lo Spoke di Corigliano-Rossano; dall’altra i gruppi consiliari del Movimento del Territorio e di Forza Italia, secondo i quali nessun servizio sarebbe stato soppresso e il nuovo modello aggiungerebbe prestazioni oggi non disponibili.
Lo scontro politico si riaccende con una nota firmata dai consiglieri Pasqualina Straface, Giancarlo Bosco, Marisa Caravetta, Giuseppe Turano ed Elena Olivieri, che accusano il primo cittadino di alimentare allarmismo attraverso i social.
I firmatari richiamano un documento sottoscritto da 14 direttori delle Unità operative complesse di Cardiologia della Calabria, compreso - riferiscono - il responsabile della struttura di Corigliano-Rossano. Secondo la loro ricostruzione, la comunità specialistica avrebbe espresso sostegno al modello organizzativo promosso dalla Regione.
«Nessuna Emodinamica è stata chiusa o soppressa», sostengono i gruppi. La tesi è che a Corigliano-Rossano il servizio non sia mai stato effettivamente attivo e che la nuova organizzazione consenta invece di utilizzare la sala angiografica già collaudata per prestazioni programmate, grazie all’arrivo degli specialisti provenienti dall’Hub.
Emergenze e attività programmate
Il centrodestra distingue tra trattamento dell’infarto acuto e procedure non urgenti. Per le patologie tempo-dipendenti, la rete continuerebbe a prevedere il trasferimento verso gli Hub attraverso 118, elisoccorso e telecardiologia.
Per gli interventi programmati, invece, sarebbero i medici degli ospedali centrali a raggiungere periodicamente lo Spoke di Corigliano-Rossano. Una soluzione che, secondo i consiglieri, ridurrebbe gli spostamenti dei pazienti e lascerebbe disponibili le ambulanze per le emergenze.
I gruppi citano inoltre i dati Agenas sulla riduzione della mortalità per infarto in Calabria come elemento a sostegno della riorganizzazione. La nota, tuttavia, non riporta valori, periodi di riferimento o indicatori territoriali che consentano di valutare nel dettaglio il risultato rivendicato.
La contestazione di Stasi
Il nodo sollevato dal sindaco è differente. Stasi ha confrontato il Dca 78 del 2024, nel quale l’Emodinamica risultava programmata per alcuni ospedali Spoke, con la successiva deliberazione regionale 400 del 2026, contestando il passaggio dalla previsione di un servizio stabile al modello con équipe itineranti.
La posizione del primo cittadino è stata illustrata anche nell’articolo pubblicato da Eco dello Jonio, nel quale la polemica viene ricondotta proprio alla diversa programmazione contenuta nei due atti.
La disputa, quindi, non riguarda la chiusura di una struttura già funzionante. Riguarda la scelta tra un’Emodinamica stabilmente inserita nello Spoke e un’attività programmata garantita attraverso professionisti provenienti dagli Hub, mentre le emergenze continuerebbero a essere centralizzate.
Movimento del Territorio e Forza Italia difendono il presidente Roberto Occhiuto e parlano di una valorizzazione dell’ospedale cittadino attraverso l’affiancamento di competenze specialistiche regionali.
«Se il sindaco possiede argomenti tecnici li porti nelle sedi preposte», affermano i consiglieri, chiedendo che la discussione venga lasciata a medici e professionisti.
Il confronto, però, non può essere ridotto a uno scontro tra politica e scienza. La definizione della rete sanitaria è una scelta tecnica, ma anche pubblica: determina dove si trovano servizi, specialisti e possibilità di cura. Per questo servono documenti, tempi di attivazione e dati verificabili. Sulla salute dei cittadini, gli insulti non chiariscono nulla e le rassicurazioni senza un cronoprogramma non bastano.