PD Cosenza, la mozione Riparte da Noi: «Fermare il declino, serve una fase nuova»
Tra i firmatari anche Pino Le Fosse. Dopo le ultime sconfitte amministrative, il documento denuncia una crisi politico-organizzativa della federazione provinciale e chiede una soluzione autorevole e condivisa per ricostruire il partito
CORIGLIANO-ROSSANO - Il Partito Democratico della provincia di Cosenza deve fermare il declino e aprire una fase nuova. È il senso della mozione Riparte da Noi, diffusa e sottoscritta, tra gli altri, da Pino Le Fosse, storico dirigente locale del partito, che interviene sulla crisi della federazione provinciale democrat dopo l’esito delle ultime elezioni amministrative.
Il documento parte da una valutazione netta: le sconfitte registrate nelle città capoluogo di Reggio Calabria e Crotone, ma anche a Palmi, San Giovanni in Fiore e Castrovillari, vengono lette come ulteriore prova della condizione di residualità del PD calabrese.
Secondo la mozione, il partito regionale sarebbe arrivato a una fase di minoritarismo mai conosciuta nella sua storia, anche a causa di inerzie e pratiche di gestione finalizzate più alla tutela di equilibri istituzionali che alla ricostruzione politica.
Il quadro più critico, per i firmatari, riguarda proprio la provincia di Cosenza. La federazione provinciale viene descritta come attraversata da una crisi strutturale politico-organizzativa, aggravata da sconfitte elettorali, iscritti ridotti al minimo, circoli abbandonati, scarso radicamento territoriale e crescente irrilevanza politica ed elettorale.
Le dimissioni del segretario provinciale vengono definite tardive e considerate soltanto la punta dell’iceberg di una crisi più profonda.
La mozione sostiene di aver segnalato da mesi i rischi di questa situazione, avanzando proposte e offrendo disponibilità a costruire una fase nuova. Al contrario, secondo il documento, sarebbero arrivate chiusure e la volontà di un gruppo dirigente ristretto di continuare a tenere la federazione dentro logiche giudicate lontane dai principi di etica e responsabilità politica.
Nel mirino della mozione finisce anche l’ipotesi di eleggere alla guida provinciale del partito Francesco De Luca, indicato nel documento come figura legata alla gestione organizzativa della campagna elettorale regionale. Per i firmatari, non sarebbe sufficiente cambiare un nome per superare una crisi così profonda.
«Il problema non è decidere chi debba gestire il declino – si legge nella mozione – ma se riusciamo a catalizzare ancora la volontà e la forza di fermarlo».
Da qui la richiesta di evitare una nuova conta interna fatta di firme, maggioranze sul filo dei numeri o candidature costruite per garantire continuità a gruppi di potere e prospettive personali. Dopo quanto accaduto, secondo Riparte da Noi, il PD cosentino non avrebbe bisogno dell’ennesima maggioranza numericamente sufficiente ma politicamente fragile.
La proposta è quella di individuare rapidamente una figura autorevole, riconosciuta dentro e fuori dal partito, capace di appartenere a tutto il PD e non a una sola parte. Una guida chiamata non a garantire una tregua tra gruppi dirigenti, ma ad avviare una vera ricostruzione politica e organizzativa.
L’Assemblea provinciale viene quindi indicata come il luogo chiamato ad assumersi una responsabilità decisiva: scegliere una soluzione larga, condivisa e credibile per restituire funzione politica al Partito Democratico cosentino.
Il documento pone una domanda di fondo: come restituire credibilità, forza e ruolo politico al PD della provincia di Cosenza in vista delle elezioni amministrative del 2027 e delle prossime elezioni politiche?
La mozione rivendica l’obiettivo di un partito aperto e plurale, ma avverte che il rinnovamento non può diventare una copertura dietro cui vecchie logiche e antiche ambizioni cercano semplicemente nuovi interpreti.
Per Riparte da Noi, le energie nuove vanno valorizzate e non piegate a schemi già consumati. Da qui il rifiuto di quello che viene definito un rinnovamento di facciata.
Nel documento viene richiamata anche la responsabilità del livello regionale e nazionale del partito, più volte sollecitato negli ultimi mesi sulla gravità della situazione della federazione cosentina, definita la più grande della Calabria.
Secondo la mozione, il partito regionale ha ora l’occasione di dimostrare di aver compreso gli errori compiuti e di saper esercitare finalmente un ruolo di guida e coordinamento politico in una fase particolarmente delicata.
La conclusione è un avvertimento politico chiaro: se anche questa occasione venisse utilizzata per riproporre schemi e metodi che hanno condotto il PD cosentino alla situazione attuale, significherebbe scegliere di accompagnare definitivamente la federazione provinciale verso una condizione di irrilevanza dalla quale potrebbe essere molto difficile tornare indietro.