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Ospedale della Sibaritide, Stasi attacca: «Due depuratori e nemmeno un ospedale»

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CORIGLIANO-ROSSANO – «Due depuratori e nemmeno un ospedale». Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, interviene sulla vicenda del sistema depurativo collegato al nuovo Ospedale della Sibaritide e attacca la gestione regionale della sanità.

Il primo cittadino parte dalle dichiarazioni dei rappresentanti dell’azienda che sta realizzando il nuovo presidio sanitario e che lo gestirà per 25 anni, con le quali era stata annunciata la realizzazione di un depuratore all’interno dell’ospedale.

«A seguito delle dichiarazioni dei rappresentanti dell’azienda che sta realizzando l’ospedale più costoso d’Italia e lo gestirà per 25 anni, coi soldi nostri, con le quali si annunciava la realizzazione di un depuratore all’interno dell’ospedale – afferma Stasi – ho richiesto al Commissario Straordinario per la Depurazione di liberare le risorse che erano state bloccate per la realizzazione del collettore che avrebbe dovuto collegare il nuovo ospedale al depuratore di Boscarello».

Secondo il sindaco, quelle risorse erano state stanziate per il completamento dello schema depurativo cittadino e non esclusivamente per il nuovo ospedale. «Si tratta di risorse che erano state stanziate per il completamento dello schema depurativo cittadino – prosegue – non esclusivamente per il nuovo ospedale, che peraltro richiede il potenziamento di gran parte dei depuratori e la terminazione della rete fognaria in località abitate come Coscia, Pantano Martucci, parte di Apollinara, di Fabrizio, di Santa Caterina».

Stasi rivendica poi la posizione dell’Amministrazione comunale. «In realtà la realizzazione di un depuratore esclusivamente a servizio dell’ospedale, senza gravare quindi sul delicato equilibrio depurativo cittadino, è sempre stata la proposta dell’Amministrazione comunale».

Il nodo, per il sindaco, riguarda ora la sovrapposizione tra le diverse versioni arrivate sul futuro sistema depurativo. «Come se ci trovassimo di fronte a un film tragicomico – dichiara – il Commissario per la Depurazione ha smentito il concessionario dell’ospedale, il quale evidentemente sta eseguendo le indicazioni del Commissario alla Sanità, sostenendo che i lavori per il nuovo collettore partiranno entro 30 giorni e che si sta lavorando al potenziamento del depuratore di Boscarello».

Stasi ribadisce che il Comune non consentirà il recapito dei reflui ospedalieri nell’impianto di Boscarello senza un adeguamento. «Come ho più volte dichiarato pubblicamente – aggiunge – il Comune non consentirà che il nuovo ospedale recapiti i propri fluidi presso il depuratore di Boscarello senza che questo venga adeguato, per ragioni tecniche, sanitarie e di rispetto del territorio».

Da qui l’affondo politico. «Questa vicenda è emblematica perché mentre la mano destra della Regione Calabria non sa quello che fa la mano sinistra, cioè mentre si pensa di realizzare non uno, ma due diversi depuratori, la verità è che ciò che manca è l’ospedale».

Il sindaco allarga quindi il ragionamento allo stato della sanità sul territorio. «I nostri nosocomi, come quelli dell’intera provincia, versano in condizioni drammatiche. Gli spostamenti dei reparti di Ginecologia e di Oncologia, calati dall’alto senza alcuna condivisione col territorio, sono stati uno specchietto per le allodole per distrarre la comunità. La situazione, già disastrosa, è peggiorata».

Per Stasi, il problema non riguarda più soltanto la collocazione dei reparti. «Il tema, infatti, da tempo non è più in quale ospedale della città o della provincia ci si cura, ma in quale ospedale dell’Emilia Romagna, della Lombardia o del Lazio si è costretti a curarsi».

«L’assenza di medici e infermieri è cronica e strutturale – sostiene – e ciò che spaventa di più è che se prima a scappare erano i medici italiani che il nostro sistema sanitario folle non riesce a trattenere, oggi sembrano in fuga persino i medici cubani».

Secondo Stasi, le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini. «Il risultato è che la nostra gente è costretta a curarsi fuori, è costretta a rivolgersi alla sanità privata oppure, peggio ancora, rinuncia alle cure. Questa è la sanità reale calabrese, un incubo che testimonia il fallimento politico delle giunte regionali di centrodestra».

Il sindaco critica anche il processo di accentramento della sanità regionale. «Mentre accade tutto questo – afferma – i partiti del centrodestra fanno a gara pubblicamente su chi sposta più reparti e la giunta regionale, assecondata da manager telecomandati, continua il processo di accentramento della sanità con la diminuzione delle strutture periferiche e la creazione di Azienda Zero, cioè continua a gestire la salute dei calabresi non come una missione, ma come un centro di potere da gestire, da spremere, da sfruttare come strumento di ricatto sociale».

Per Stasi, il rischio è una sanità sempre più lontana dai territori. «Il progetto è chiaro: una sanità centralizzata è sempre più distante dai territori, quindi sempre più indifferente al controllo sociale delle comunità. Non ci lamenteremo più della sanità perché non avremo più nessuno con cui lamentarci».

Da qui l’appello finale. «Questo è il progetto che dobbiamo fermare a tutti i costi – conclude il sindaco – ricostruendo Aziende Sanitarie e Reti Ospedaliere che riescano a intercettare i bisogni della nostra gente, prendendo a pedate gli esponenti politici che usano la sanità come strumento di consenso perché sulla sofferenza non si specula».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.