Longobucco, l’opposizione attacca sui conti: «Anomalie gravi prima del Rendiconto»
Il gruppo “Per la Rinascita di Longobucco” contesta ritardi, residui e presunte irregolarità contabili alla vigilia del Consiglio comunale del 6 luglio. Celestino: «Presenteremo una requisitoria formale e consegneremo gli atti alla Corte dei Conti»
LONGOBUCCO - Il Rendiconto della Gestione 2025 arriva in Consiglio comunale con un clima politico già rovente. Alla vigilia della seduta fissata per il prossimo 6 luglio, il gruppo consiliare di opposizione “Per la Rinascita di Longobucco”, guidato dal capogruppo Eugenio Celestino, denuncia presunte anomalie contabili, ritardi amministrativi e criticità nella gestione finanziaria dell’Ente.
Nel mirino della minoranza c’è l’Amministrazione guidata dal sindaco Pirillo, accusata di arrivare all’appuntamento sul Rendiconto in forte ritardo rispetto ai termini di legge e con una situazione contabile che, secondo l’opposizione, sarebbe stata corretta solo dopo l’attività ispettiva svolta dai consiglieri di minoranza.
«Siamo davanti a un’amministrazione sull’orlo del precipizio finanziario, che governa nell’emergenza perenne e tenta di nascondere i buchi di bilancio sotto il tappeto», dichiara Celestino.
Il capogruppo rivendica il ruolo svolto dall’opposizione nel far emergere le criticità dei documenti iniziali.
«Se il Consiglio discuterà di cifre parzialmente diverse rispetto al pasticcio iniziale, il merito è solo della nostra attività ispettiva. Abbiamo costretto la Giunta a riscrivere i documenti finanziari inizialmente sballati».
Il primo punto sollevato dal gruppo “Per la Rinascita di Longobucco” riguarda il ritardo nell’approvazione degli atti di bilancio. Il Rendiconto 2025, secondo l’opposizione, arriva in aula con mesi di ritardo rispetto al termine del 30 aprile previsto dalla normativa.
Per la minoranza si tratta di una criticità politica e amministrativa non secondaria, perché ridurrebbe i tempi di analisi per i consiglieri comunali, inciderebbe sull’attività degli uffici e limiterebbe la trasparenza nei confronti dei cittadini.
«Non si può governare un paese calpestando sistematicamente i calendari della legalità amministrativa», sostiene il gruppo di opposizione.
Secondo Celestino, il modo di procedere della maggioranza sarebbe ormai segnato da una gestione emergenziale e da ritardi diventati prassi.
Nel comunicato, l’opposizione sostiene che la propria attività di controllo avrebbe costretto l’Ente a una «operazione pulizia» sui residui attivi ritenuti gonfiati o inesistenti.
Il dato politico richiamato dal gruppo è quello della quota disponibile del risultato di amministrazione, indicata come gravemente negativa e pari a -749.310,21 euro.
Per “Per la Rinascita di Longobucco”, questo quadro configurerebbe un disavanzo strutturale destinato a pesare sui prossimi esercizi e a imporre un piano di rientro particolarmente gravoso. La minoranza sottolinea anche che, per il 2025, la quota investimenti si attesterebbe a zero euro.
Si tratta di una lettura politica durissima, che sarà al centro della discussione consiliare del 6 luglio.
Tra le anomalie segnalate dall’opposizione c’è quello che viene definito il “caso SIAE”. Secondo il gruppo consiliare, sarebbero stati utilizzati fondi statali vincolati destinati ai Centri Estivi per minori per pagare i diritti d’autore dell’Estate Longobucchese.
La minoranza parla di utilizzo illegittimo di risorse vincolate e sostiene che la questione sarebbe stata ammessa dagli uffici e richiamata anche dall’Organo di Revisione, con l’obbligo per l’Ente di procedere nel 2026 a una regolarizzazione contabile.
Sul punto, Celestino e il gruppo chiedono chiarimenti politici e amministrativi, ritenendo la vicenda indicativa di una gestione contabile disordinata.
Un’altra segnalazione riguarda la liquidazione di oltre 39mila euro per lavori di efficientamento energetico nella frazione San Pietro in Angaro.
Secondo quanto sostiene l’opposizione, in assenza degli impegni di spesa per le annualità correnti, la spesa sarebbe stata caricata su un residuo passivo del 2021 collegato a un altro finanziamento ministeriale.
Il gruppo parla di «acrobazia contabile» e paventa il rischio di una possibile violazione del vincolo di destinazione delle risorse pubbliche. Anche in questo caso si tratta di contestazioni che la minoranza annuncia di voler portare formalmente in Consiglio comunale.
La posizione politica del gruppo “Per la Rinascita di Longobucco” è netta. Per Celestino, il parere del Revisore non può essere letto come una promozione dell’operato dell’Amministrazione, ma come un richiamo alla necessità di correggere e chiarire.
«Il parere del Revisore non è una promozione, ma un’ammonizione solenne», dichiara il capogruppo.
Da qui l’affondo conclusivo contro la maggioranza.
«La maggioranza ha perso l’agibilità politica: non sono in grado di garantire né la veridicità dei conti, né il rispetto dei vincoli di legge».
Il 6 luglio, annuncia Celestino, l’opposizione presenterà in Consiglio comunale una dura requisitoria formale.
«Presenteremo una durissima requisitoria formale, consegnando gli atti alla Procura della Corte dei Conti per l’accertamento del potenziale danno erariale».
La seduta sul Rendiconto 2025 si annuncia quindi particolarmente tesa. Al centro non ci sarà soltanto l’approvazione di un documento contabile, ma il giudizio politico complessivo sulla gestione finanziaria del Comune e sulle prospettive amministrative di Longobucco.