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Gallo cittadino onorario di Vaccarizzo: «Ha dato voce alle aree interne e alle comunità arbëreshë»

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VACCARIZZO A. - Vaccarizzo Albanese ha scelto Gianluca Gallo come suo cittadino onorario. Non un atto formale, ma un riconoscimento politico e identitario forte, arrivato nel pieno della XXI edizione del Concorso dei Vini Arbëreshë.

Al centro, il rapporto tra Regione, minoranze linguistiche, aree interne e quella Calabria che prova a raccontarsi non più come periferia, ma come patrimonio competitivo.

La cerimonia si è svolta a Palazzo Marino, nel cuore del Salotto Diffuso di Vakarici, durante un Consiglio comunale partecipato, presieduto da Francesco Godino e alla presenza del segretario comunale Cosimo Straface.

Il riconoscimento è stato conferito all’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse Agroalimentari, Forestazione, Aree Interne e Minoranze Linguistiche, Mobilità Sostenibile e Trasporto Pubblico Locale, per il lavoro portato avanti in questi anni a tutela delle comunità, delle identità territoriali e delle produzioni calabresi.

Una cittadinanza onoraria che parla di identità

Le motivazioni approvate dal Consiglio comunale insistono su un punto preciso: la capacità di Gallo di reinterpretare le deleghe regionali non come compartimenti separati, ma come strumenti collegati tra loro.

Agricoltura, aree interne, minoranze linguistiche, mobilità e sviluppo territoriale vengono letti come pezzi dello stesso disegno: dare forza alle comunità, restituire valore alle radici, trasformare l’identità in leva di crescita.

Nel testo deliberato dall’assemblea civica si richiama l’impegno dell’assessore nel promuovere una Calabria capace di superare vittimismo e oicofobia, recuperando orgoglio, consapevolezza storica e ambizione alla qualità.

Un passaggio che a Vaccarizzo Albanese assume un significato ancora più forte. Qui l’identità arbëreshë non è cornice folkloristica, ma lingua, memoria, rito, comunità viva.

Pomillo: «Con Gallo attenzione regionale senza precedenti»

A spiegare il senso del riconoscimento è stato il sindaco Antonio Pomillo, intervenuto dopo il vicesindaco Giuseppe Borelli e l’assessore Giovanni Romano.

Pomillo ha descritto Gallo come «una persona di rara intelligenza e dalla disponibilità straordinaria verso tutti, indipendentemente dalle appartenenze», sottolineando la sua conoscenza concreta delle difficoltà quotidiane dei piccoli Comuni.

Secondo il primo cittadino, l’assessore regionale ha rappresentato in questi anni un punto di riferimento per i territori, soprattutto per quelli più fragili, spesso costretti a confrontarsi con risorse limitate e bisogni enormi.

Ma il cuore del discorso è stato un altro: la centralità restituita alle minoranze linguistiche.

«Mai come in questo momento storico – ha detto Pomillo – le comunità arbëreshë hanno percepito una presenza concreta e lungimirante da parte della Regione».

Per il sindaco di Vaccarizzo, Gallo ha compreso che lingua, storia e identità non sono elementi da museo, ma risorse vive su cui investire. Da qui la scelta della cittadinanza onoraria: non solo un ringraziamento istituzionale, ma il sentimento di gratitudine di un’intera comunità.

Il Consiglio comunale e una platea arrivata da tutta la Calabria

La seduta si è svolta davanti a una platea ampia, composta da istituzioni, amministratori, rappresentanti del mondo produttivo, autorità civili e religiose.

Tra i presenti il viceprefetto della Provincia di Cosenza Giuseppe Di Martino, il direttore generale di Arsac Fulvia Michela Caligiuri, sindaci e amministratori delle comunità arbëreshë di San Giorgio Albanese, San Cosmo Albanese, Spezzano Albanese e Civita.

A Vaccarizzo è arrivata anche una delegazione del Comune albanese di Berat, città gemellata con Vakarici e inserita tra i beni Patrimonio Unesco.

Presenti, tra gli altri, anche il direttore dell’Ente Parchi Marini Regionali Calabria Raffaele Greco, la presidente di Confindustria Cosenza Maria Grazia Minisci, l’amministratore delegato di Omnia Energia Vincenzo D’Agostino, Andrea Guarascio per l’Associazione dei Costruttori Nautici dei Due Mari, il responsabile del Parco Marino Secca di Amendolara Antonello Ciminelli e numerosi rappresentanti del mondo associativo e produttivo.

Una platea non casuale, perché la giornata ha tenuto insieme più piani: istituzioni, impresa, cultura, turismo, agricoltura, viabilità, patrimonio identitario.

Gallo: «La politica mi ha insegnato il valore dell’appartenenza»

Visibilmente emozionato, Gianluca Gallo ha preso la parola restituendo alla cerimonia un tono personale.

Ha ricordato il momento in cui il sindaco Pomillo gli comunicò l’intenzione di conferirgli la cittadinanza onoraria, definendolo un passaggio inatteso e profondamente significativo nel suo percorso istituzionale.

Nel suo intervento, l’assessore ha intrecciato memoria personale e visione politica, richiamando la fiducia ricevuta dai presidenti Jole Santelli e Roberto Occhiuto e il senso di responsabilità legato a deleghe che toccano alcuni dei nervi più sensibili della Calabria.

Gallo ha parlato di una regione impegnata a riscrivere la propria narrazione, liberandosi da immagini stereotipate e rimettendo al centro energie, competenze e identità.

In questo percorso, le comunità arbëreshë rappresentano per l’assessore un presidio prezioso: una storia viva di integrazione, rispetto, appartenenza e custodia delle radici.

Non una minoranza da proteggere in modo passivo, ma un patrimonio da mettere in movimento.

Turano: «Ha reso i calabresi più orgogliosi»

A portare i saluti del presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli è stato l’assessore provinciale Giuseppe Turano.

Nel suo intervento, Turano ha definito Gianluca Gallo una delle figure politiche più adatte a rappresentare le minoranze linguistiche e una delle personalità che più hanno contribuito, negli ultimi anni, a rendere i calabresi più orgogliosi della propria appartenenza.

Una sottolineatura che si è inserita nel senso complessivo della giornata: non solo celebrare un amministratore, ma riconoscere una stagione nella quale identità, agricoltura, aree interne e promozione del territorio sono diventate parole centrali nel dibattito pubblico regionale.

La Keza, la nuova strada e il Concorso dei Vini Arbëreshë

Al termine della cerimonia, a Gallo è stata consegnata la Keza, il prezioso diadema dell’abito tradizionale arbëresh Llambadhor, tra i simboli più riconoscibili del patrimonio culturale di Vakarici.

Un dono ad alto valore identitario, scelto per legare il riconoscimento istituzionale alla memoria profonda della comunità.

La giornata è poi proseguita con l’inaugurazione del nuovo tratto della SP180, infrastruttura che collega l’Arberia alla Piana di Sibari e alla costa ionica.

Un passaggio concreto, perché parlare di aree interne significa anche parlare di strade, collegamenti, accessibilità e possibilità reali di sviluppo.

A seguire, spazio alle premiazioni della XXI edizione del Concorso dei Vini Arbëreshë, arricchita dallo show cooking dell’agrichef Enzo Barbieri, dagli stand enogastronomici diffusi tra piazze e vicoli e dai momenti musicali che hanno trasformato ancora una volta il centro storico in una grande piazza dell’identità e dell’accoglienza.

Montesanto: «Gallo protagonista contro l’oicofobia dei calabresi»

Dopo la chiusura dei lavori consiliari, il comunicatore strategico Lenin Montesanto ha letto un contributo dedicato al valore politico e culturale dell’azione portata avanti da Gallo.

Secondo Montesanto, l’assessore regionale può essere considerato «il principale protagonista militante» nella battaglia contro l’oicofobia, quella tendenza antica e dolorosa che ha spesso portato i calabresi a guardare con diffidenza o vergogna alle proprie origini.

Nel suo intervento, Montesanto ha sottolineato come Gallo abbia contribuito a riportare nel linguaggio pubblico parole come identità, agricoltura, terra, competitività e ambizione alla qualità.

Parole che, fino a pochi anni fa, sembravano appartenere a mondi separati e che oggi vengono invece utilizzate per costruire una nuova narrazione della Calabria.

Una Calabria che non si limita a difendere ciò che ha ereditato, ma prova a trasformarlo in reputazione, attrattività e sviluppo.

Ed è forse qui che la cittadinanza onoraria conferita da Vaccarizzo Albanese trova il suo significato più pieno: nel riconoscere non solo un rapporto istituzionale, ma un’idea di Calabria che dalle comunità più piccole prova a parlare al Mediterraneo.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.