Disabilità gravissima, Straface replica: «Copertura garantita per tutti, ma i Comuni completino le rendicontazioni»
L'assessore regionale al Welfare chiarisce i dati dopo il dibattito nato sull'interrogazione del consigliere De Cicco: «Nessun rischio di esclusione per i beneficiari dell'Ambito di Corigliano-Rossano»
REGGIO CALABRIA – Nessun taglio ai sostegni per le persone con disabilità gravissima e nessun rischio che gli aventi diritto dell'Ambito territoriale sociale di Corigliano-Rossano restino senza contributo. È quanto precisa l'assessore regionale alle Politiche Sociali e al Welfare, Pasqualina Straface, intervenendo per fare chiarezza sul dibattito scaturito dall'interrogazione presentata in Consiglio regionale dal consigliere Francesco De Cicco, rilanciata nelle ultime ore dalle nostre pagine dell'Eco dello Jonio (leggi qui).
«È fondamentale, anzitutto, sgomberare il campo da una evidente confusione sui numeri e sulle competenze territoriali – spiega l'Assessore Straface -. Il dato richiamato dal consigliere De Cicco relativo a oltre 935 utenti idonei inseriti nella graduatoria dell'Asp di Cosenza non è minimamente sovrapponibile con la dotazione di un singolo Ambito Territoriale Sociale, poiché quella platea si riferisce all'intero territorio provinciale e non al solo bacino di Corigliano-Rossano. Presso questo specifico Ambito, i destinatari inseriti nella programmazione regionale FNA 2022-2024 sono complessivamente 272, di cui 255 affetti da disabilità gravissima (che percepiscono l'assegno di cura annuale di 7.200 euro, pari a 600 euro mensili) e 17 persone che necessitano di sostegno h24. Lo stanziamento complessivo di circa 2 milioni di euro assicura la totale e perfetta copertura finanziaria del fabbisogno per l'intera platea dei beneficiari dell'Ambito».
«In secondo luogo – evidenzia l'esponente della Giunta regionale – bisogna chiarire perché in passato il sistema provinciale ha mostrato una capacità di copertura apparentemente più ampia. Nel corso del 2025, l'Asp di Cosenza ha potuto utilizzare congiuntamente due intere annualità del Fondo Nazionale Non Autosufficienze (FNA) – la 2020 e la 2021 – per soddisfare un numero maggiore di beneficiari su scala provinciale, esclusivamente perché aveva rendicontato le proprie attività nei tempi dovuti».
Il nodo centrale resta quindi quello della puntualità amministrativa, vista come un percorso da compiere insieme a tutela dei cittadini: «La corretta e completa rendicontazione sul portale ministeriale SIOSS costituisce il presupposto imprescindibile imposto dallo Stato per sbloccare le risorse successive. Le regole ministeriali parlano chiaro: l'erogazione dei fondi è subordinata al fatto che, a livello regionale, tutti gli ATS abbiano rendicontato almeno il 75% del secondo anno precedente e il 100% del terzo anno precedente. Finora la Regione Calabria ha addirittura anticipato per cassa diverse annualità, uno sforzo non più sostenibile per il bilancio dell'ente. Ad oggi, l'Ambito di Corigliano-Rossano non risulta aver completamente rendicontato l'annualità 2019 e non ha ancora rendicontato il 2020 (che va coperto al 100%) e il 2021 (da coprire almeno al 75%)».
«La Regione è pronta a garantire la totale copertura finanziaria di tutti i beneficiari a condizione che i Comuni presentino le rendicontazioni richieste – conclude l’Assessore Pasqualina Straface -. Con le risorse FNA 2023 assicureremo la copertura di tutti gli aventi diritto dell'Ambito di Corigliano-Rossano. Nessun cittadino rischia di rimanere escluso o penalizzato; l'impegno dell'ente è massimo per garantire stabilità e serenità a ogni nucleo familiare, mettendo al centro dell'azione politica solo ed esclusivamente i diritti e la dignità delle persone vulnerabili. Le porte dell'Assessorato regionale al Welfare sono, come sempre, aperte al confronto, ai chiarimenti e alla collaborazione con tutti i consiglieri regionali e gli amministratori locali. L'invito che formulo è quello di collaborare sinergicamente per supportare gli uffici di piano degli Ambiti territoriali nel completamento immediato delle procedure burocratiche, evitando polemiche strumentali che rischiano solo di destabilizzare una comunità che ha invece bisogno di risposte concrete».