Crosia, Morello all'attacco: «Videosorveglianza fuori legge, il Comune la spenga subito»
Il capogruppo di CambiaVento punta il dito contro l'Amministrazione su tre fronti: gestione del post-alluvione, presunte irregolarità dell'impianto di videosorveglianza e situazione finanziaria dell'Ente
CROSIA – Dalla gestione dell'emergenza alluvione alla videosorveglianza comunale, fino ai conti dell'Ente. A due anni dall'insediamento dell'attuale Amministrazione comunale, il capogruppo di CambiaVento, Massimiliano Morello, presenta un bilancio severo dell'azione amministrativa, denunciando quelle che definisce criticità politiche, amministrative e finanziarie che rischierebbero di pesare sul futuro di Mirto-Crosia.
Il consigliere di opposizione concentra le sue contestazioni su tre questioni che ritiene centrali per la comunità: il ritardo negli interventi successivi agli eventi alluvionali, la gestione dell'impianto di videosorveglianza comunale e i contenuti del rendiconto finanziario approvato dalla maggioranza.
Morello riconosce l'importanza degli interventi eseguiti sul lungomare di Centofontane, resi possibili grazie alle risorse stanziate da Governo e Regione Calabria dopo l'emergenza maltempo, ma ritiene insufficiente l'azione complessiva sul territorio.
«Condivido l'obiettivo di salvare la stagione estiva – afferma – ma resta forte la preoccupazione per altre aree del Comune, in particolare per il centro storico, sul quale sembra essere calato il silenzio».
Secondo il consigliere, il rischio è arrivare al prossimo autunno senza aver affrontato in maniera adeguata le criticità emerse dopo gli eventi meteorologici che hanno colpito il territorio nei mesi scorsi. Morello punta inoltre il dito contro quella che definisce una carenza di manutenzione ordinaria.
«A marzo il territorio si presentava in condizioni di evidente abbandono. Fossi e canali di scolo privi della necessaria manutenzione hanno contribuito ad aggravare i danni provocati dalle precipitazioni».
Per il capogruppo di CambiaVento, il problema sarebbe riconducibile a una gestione amministrativa che tende a trasformare in emergenza questioni che dovrebbero essere affrontate con una programmazione costante.
La contestazione più dura riguarda però il sistema comunale di videosorveglianza. Al centro delle polemiche vi sarebbe la pubblicazione sui social network, da parte di un assessore comunale, di immagini provenienti dall'impianto installato sul territorio. Secondo Morello e il gruppo CambiaVento, la vicenda solleverebbe interrogativi sul rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.
«Riteniamo estremamente grave che immagini provenienti dall'impianto possano essere state diffuse in presunta violazione delle norme vigenti», sostiene il consigliere.
L'opposizione afferma di aver individuato diverse presunte criticità, tra cui l'assenza di un regolamento comunale dedicato, la mancanza delle informative nelle aree videosorvegliate e l'assenza della valutazione d'impatto sulla protezione dei dati prevista dal Regolamento europeo.
Per questo motivo il gruppo consiliare ha notificato una diffida formale al Sindaco e al Segretario comunale chiedendo la sospensione immediata del sistema fino al completo adeguamento normativo. «In assenza di risposte e provvedimenti concreti – avverte Morello – procederemo con una segnalazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali».
L'opposizione chiede inoltre di chiarire come le immagini siano finite nella disponibilità dell'assessore che le avrebbe pubblicate sui propri canali social. «Prima ancora che da consigliere comunale, da cittadino pretendo spiegazioni. Occorre accertare come sia stato possibile accedere ai filmati e pubblicarli».
È stata quindi formalmente richiesta un'indagine amministrativa interna per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto delle procedure previste dalla normativa.
Non meno severe le critiche rivolte alla gestione finanziaria del Comune.Secondo Morello, il rendiconto approvato nelle scorse settimane confermerebbe le perplessità che il gruppo CambiaVento solleva da tempo sulle scelte economiche dell'Amministrazione.
«Sono numeri che sembrano quadrare formalmente ma che nascondono criticità sostanziali». Tra gli elementi richiamati dal consigliere figurano crediti prescritti per circa 1,5 milioni di euro e il ricorso continuativo all'anticipazione di tesoreria. «Gli interessi passivi legati all'utilizzo della cassa rischiano di superare il milione di euro nell'arco dell'intero mandato amministrativo». Risorse che, secondo l'opposizione, avrebbero potuto essere destinate a servizi, manutenzioni, attività sociali e sostegno alle associazioni.
Nel trarre un bilancio dei primi due anni di amministrazione, Morello parla di risultati che giudica negativamente e invita la maggioranza a cambiare metodo. Per il gruppo CambiaVento le questioni aperte riguardano non solo aspetti tecnici e amministrativi, ma la capacità stessa dell'Ente di programmare il futuro della comunità. Una sfida che passa dalla sicurezza del territorio, dalla trasparenza amministrativa e dalla sostenibilità dei conti pubblici. Perché, al di là dello scontro politico, sono questi gli elementi che misurano la qualità del governo locale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.