Castrovillari, Massarotti guarda al ballottaggio: «Serve una fase nuova, la città torni a pensare in grande»
Il candidato di “Insieme per Castrovillari” ha raccolto 307 preferenze al primo turno. In caso di vittoria di Anna De Gaio entrerà in Consiglio comunale
CASTROVILLARI - Con 307 preferenze raccolte al primo turno, Onofrio Massarotti si conferma tra i candidati più votati della competizione amministrativa di Castrovillari. Esponente del movimento politico “Insieme per Castrovillari”, Massarotti arriva al ballottaggio in una condizione politicamente decisiva: in caso di vittoria di Anna De Gaio, entrerà in Consiglio comunale; diversamente resterà fuori dalla massima assise cittadina.
Una posizione che rende ancora più significativo il suo contributo nel confronto di questi ultimi giorni di campagna elettorale. Dal consenso personale raccolto al primo turno alla necessità di aprire una fase nuova dopo quasi quindici anni di amministrazioni di centrosinistra, fino ai temi della rigenerazione urbana, dello sport, degli investimenti e del metodo amministrativo, Massarotti rivendica una visione fondata su presenza, ascolto, concretezza e servizio alla comunità.
Massarotti, lei ha raccolto 307 preferenze al primo turno: un risultato personale importante, dentro una competizione molto affollata. Che cosa ci legge dentro: fiducia nella sua persona o richiesta di avere in Consiglio comunale una figura abituata al servizio della comunità? «Credo che i 307 cittadini che hanno scritto il mio cognome sulla scheda abbiano voluto mandare un messaggio molto chiaro: la politica deve tornare ad essere credibilità, presenza e servizio. Per me questo risultato ha un valore particolare perché arriva per la terza volta consecutiva e mi colloca ancora una volta tra i candidati più votati della città. Non lo considero un successo personale, ma una grande responsabilità. Da oltre dieci anni faccio attività politica sul territorio con il mio movimento politico “Insieme per Castrovillari” ed in tutto questo tempo ho cercato di essere sempre presente, di metterci la faccia, di ascoltare le persone e di lavorare concretamente per la comunità. Penso che molti cittadini abbiano premiato proprio questo: la coerenza di chi c’è sempre stato, anche quando non c’erano campagne elettorali o non ero candidato, e la volontà di avere in Consiglio comunale una figura che conosce i problemi della città e che è abituata a lavorare ogni giorno per cercare soluzioni. Questa fiducia mi emoziona e mi dà ancora più forza per continuare a battermi per una Castrovillari più moderna, più ambiziosa e soprattutto più credibile».
Castrovillari arriva al ballottaggio dopo quasi quindici anni di amministrazioni di centrosinistra. Secondo lei qual è il principale segnale di stanchezza che la città sta manifestando e perché oggi serve una fase nuova di governo? «Sicuramente la rassegnazione. Quando una stessa area politica governa per quasi quindici anni consecutivi, il rischio non è soltanto amministrativo ma culturale: si consolidano dinamiche, rapporti e abitudini che finiscono per generare immobilismo, perdita di entusiasmo e, soprattutto, la convinzione che la città appartenga a qualcuno. Nessuno è proprietario di Castrovillari. L’alternanza democratica è un valore fondamentale perché consente di portare idee nuove, energie nuove e una nuova visione amministrativa. È il miglior antidoto contro la paralisi e contro quei meccanismi che, con il passare del tempo, tendono inevitabilmente a chiudersi su sé stessi. Oggi Castrovillari ha bisogno di una grande ventata di aria fresca. Ha bisogno di una classe dirigente che guardi avanti e che abbia il coraggio di pensare in grande. Per troppi anni abbiamo assistito alla fuga dei giovani, alla perdita di centralità della nostra città e all’assenza di investimenti significativi. Castrovillari, che dovrebbe essere la capitale naturale del Pollino, non può più accontentarsi della gestione ordinaria. Con Anna De Gaio sindaco possiamo aprire una nuova fase fondata sull’esperienza, competenza, sul lavoro di squadra e sulla capacità di costruire rapporti istituzionali forti a livello regionale e nazionale. Non si tratta di cambiare semplicemente per cambiare, ma di cambiare per crescere».
Quando si parla di “rigenerare” Castrovillari, il rischio è restare dentro uno slogan. Quali sono i primi ambiti concreti su cui intervenire per dare ai cittadini la percezione immediata che qualcosa sta cambiando? «La rigenerazione di una città non si misura dagli slogan ma dalle opere, dai servizi e dalla qualità della vita che i cittadini percepiscono ogni giorno. Per questo il primo intervento dovrà riguardare il decoro urbano, la manutenzione della città, il verde pubblico, la pulizia e la sicurezza. Castrovillari deve tornare ad essere una città bella da vivere e da mostrare con orgoglio. Ma se vogliamo davvero cambiare passo dobbiamo avere il coraggio di realizzare infrastrutture strategiche. Tra le nostre priorità assolute c’è la costruzione di un nuovo Palazzetto dello Sport da almeno 2.000 posti, una struttura moderna che possa ospitare eventi sportivi di livello nazionale e garantire a tutte le società sportive cittadine spazi adeguati per crescere e competere. Sarebbe miope realizzare oggi un impianto che domani risulterebbe già insufficiente. Noi vogliamo programmare il futuro, non inseguirlo. Parallelamente intendiamo intervenire sullo Stadio Mimmo Rende con la realizzazione di un moderno manto in erba sintetica che consenta una fruizione continua dell’impianto e migliori le opportunità per il calcio e per tutto il movimento sportivo cittadino. Lo sport non è soltanto benessere: è economia, turismo, inclusione sociale e opportunità di lavoro. Una volta realizzato il nuovo Palazzetto dello Sport nel più breve tempo possibile, il nostro obiettivo sarà avviare la progettazione del Pala Eventi da almeno 5.000 posti a sedere, una struttura di rilevanza territoriale capace di riportare Castrovillari al centro della vita culturale ed economica del Pollino. Immaginiamo una struttura capace di ospitare concerti, fiere, grandi manifestazioni, eventi sportivi, il Carnevale, concorsi pubblici e appuntamenti di livello nazionale. Un’opera accompagnata da ampie aree parcheggio con coperture fotovoltaiche, in grado di produrre energia e generare nuove opportunità economiche. Ma la vera sfida sarà restituire credibilità alla città. Perché gli investimenti arrivano dove trovano amministrazioni serie, tempi certi e una visione chiara. Negli ultimi anni non abbiamo visto arrivare nuovi grandi investitori. Noi vogliamo invertire questa tendenza e fare di Castrovillari una città attrattiva per chi vuole creare lavoro e sviluppo».
Se Anna De Gaio vincerà il ballottaggio, lei entrerà in Consiglio comunale. Che contributo vuole portare dentro la futura maggioranza per evitare che il cambiamento resti solo elettorale e diventi invece metodo amministrativo, presenza quotidiana e ascolto reale della città? «Presenza, ascolto e concretezza. Del resto è quello che ho sempre fatto con coerenza in questi anni pur non ricoprendo ruoli istituzionali. Non considero il Consiglio comunale un luogo dove limitarsi a votare delibere, ma uno strumento per stare costantemente in contatto con i cittadini e trasformare le loro esigenze in proposte e soluzioni. Voglio portare dentro la futura maggioranza il metodo che ha sempre contraddistinto il nostro movimento: ascoltare prima di decidere, confrontarsi prima di scegliere e rendere conto ai cittadini di ciò che si fa. Questo è il modo di agire politico di tutti i membri della nostra coalizione, specialmente della nostra candidata a sindaco Anna De Gaio. Il cambiamento non sarà vero se resterà confinato ai palazzi della politica, ma deve entrare nei quartieri, nelle associazioni, nelle attività commerciali, nelle società sportive e nelle famiglie. Mi batterò affinché ogni progetto abbia tempi certi, obiettivi chiari e risultati verificabili. E mi batterò affinché Castrovillari torni ad essere una città che sogna in grande. La fiducia che i cittadini mi hanno accordato per la terza volta consecutiva non la considero un punto di arrivo, ma un impegno preciso: lavorare ogni giorno per dimostrare che avevano ragione a credere in noi. Perché il futuro di Castrovillari non si aspetta. Il futuro si costruisce insieme».
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