Cassano, l’opposizione attacca: «Sugli affidamenti si torna a metodi del passato»
Dubbi sulla gestione dei servizi comunali, critiche agli affidamenti diretti e richiesta di maggiore vigilanza da parte di Prefettura, Segretario comunale e Revisori dei conti
CASSANO – La gestione dei servizi comunali finisce al centro della polemica politica. I gruppi di opposizione puntano il dito contro quello che definiscono un ritorno a «metodi di vecchia matrice e dai contorni opalescenti», sollevando interrogativi sulle modalità con cui l’attuale Amministrazione sta affidando alcuni servizi strategici dell’ente.
Secondo quanto evidenziato in una nota, dall’analisi degli atti pubblicati all’Albo Pretorio emergerebbe un cambio di impostazione rispetto al modello adottato durante il periodo di commissariamento e successivamente mantenuto dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Gianni Papasso.
L’opposizione ricorda come la Commissione Straordinaria, insediatasi dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, avesse definito un sistema basato su procedure strutturate, suddivisione in lotti e gare pubbliche per la gestione di importanti servizi comunali, tra cui la conduzione degli impianti tecnologici, la gestione degli impianti di sollevamento, la manutenzione della rete stradale e delle reti idriche del territorio.
«Un’impostazione – sottolineano gli esponenti della minoranza – che garantiva trasparenza, concorrenza e una netta separazione tra indirizzo politico e attività gestionale».
Le critiche si concentrano soprattutto sul ricorso agli affidamenti diretti. Una procedura prevista e consentita dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici entro determinate soglie economiche, ma che, secondo l’opposizione, rappresenta una scelta diversa rispetto alle procedure aperte e competitive adottate negli anni precedenti.
«Il problema non riguarda la legittimità degli atti – precisano – ma la scelta politica di abbandonare strumenti che consentivano la partecipazione di più operatori economici».
Ulteriori perplessità riguardano alcuni affidamenti per manutenzioni e forniture che, secondo la minoranza, sembrerebbero procedere attraverso una frammentazione degli incarichi in importi contenuti, configurando una sorta di “appalti spezzatino”, seppur nel rispetto delle soglie previste dalla normativa vigente.
Nel documento vengono inoltre espresse preoccupazioni per eventuali affidamenti, anche diretti, a parenti o congiunti di amministratori pubblici, una circostanza che, pur non implicando automaticamente irregolarità, richiederebbe particolare attenzione per evitare dubbi o sospetti nell’opinione pubblica.
Un passaggio è dedicato anche al tema delle consulenze. L’opposizione richiama la necessità che ogni collaborazione con il Comune sia formalizzata attraverso incarichi pubblici e trasparenti, evidenziando come eventuali consulenze gratuite o informali possano alimentare interrogativi e indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Da qui l’appello rivolto al sindaco, al segretario comunale e al Collegio dei Revisori dei conti affinché vigilino sul rispetto dei più elevati standard di trasparenza, imparzialità e correttezza amministrativa. Contestualmente viene chiesto anche alla Prefettura di seguire con attenzione l’evoluzione delle procedure amministrative dell’ente.
«La legalità – conclude l’opposizione – non si misura soltanto nel rispetto formale delle norme, ma anche nella capacità di prevenire dubbi, evitare opacità e rafforzare la fiducia dei cittadini nella gestione della cosa pubblica».