Canna verso il dissesto finanziario: un altro piccolo comune dell’Alto Jonio non ce l’ha fatta
Convocato il Consiglio comunale per il 3 giugno. All’ordine del giorno la dichiarazione di dissesto ai sensi dell’articolo 246 del Testo unico degli enti locali
CANNA - Un altro piccolo comune dell’Alto Jonio arriva al punto di non ritorno dei conti pubblici. Il Comune di Canna si prepara infatti a dichiarare il dissesto finanziario, certificando una condizione economico-amministrativa che non consente più all’Ente di garantire il riequilibrio ordinario del bilancio.
La notizia emerge dalla convocazione del Consiglio comunale, fissato per mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 18 in prima convocazione e per giovedì 4 giugno, sempre alle ore 18, in seconda convocazione. Tra i punti all’ordine del giorno figura la voce più pesante: “Comune di Canna – dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi dell’art. 246 del D.Lgs. n. 267/2000”.
Il passaggio è politicamente e amministrativamente rilevante. Il dissesto finanziario, infatti, non è un semplice problema contabile: rappresenta la presa d’atto formale dell’impossibilità dell’Ente di far fronte regolarmente ai propri debiti e di garantire l’equilibrio finanziario con gli strumenti ordinari.
Per Canna, quindi, guidata dal sindaco Paolo Stigliano, si apre ora una fase complessa. La dichiarazione di dissesto comporta l’attivazione delle procedure previste dalla normativa, con la separazione tra la gestione ordinaria dell’Ente e la massa debitoria pregressa, affidata agli organi competenti. Ma soprattutto impone sacrifici, vincoli e scelte difficili.
La vicenda si inserisce, ovviamente, in un quadro più ampio che riguarda molti piccoli comuni calabresi, spesso schiacciati tra entrate ridotte, spopolamento, costi fissi, debiti accumulati, difficoltà di riscossione, carenza di personale e servizi da garantire comunque a comunità sempre più fragili. Ma anche a causa di una gestione politica non oculata o fatta di scelte penalizzanti.
E questo perché se da un lato Canna è l’ennesimo segnale di un problema strutturale con i piccoli comuni, soprattutto nelle aree interne, che rischiano di non reggere più il peso amministrativo e finanziario della gestione ordinaria; dall'altro è anche vero che ci sono piccoli comuni che, nonostante vivano gli stessi problemi di tutti gli altri, riescono a governare al meglio le casse e i servizi. Di recente abbiamo raccolto l'esempio di Caloveto, piccolo comune dell'entroterra della Sila Greca, che addirittura è riuscito a mettere su una nuova biblioteca. E questo perché quando i soldi della comunità non bastano a gestire l'ordinario, a quel punto subentra la visione e la capacità politica di andare a trovare i soldi... dove non sono!