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Calabria incompiuta: Mazza: «Infrastrutture, frammentazione e occasioni mancate»

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CORIGLIANO-ROSSANO- Il dibattito pubblico sulle infrastrutture calabresi continua a ruotare attorno a grandi opere e collegamenti strategici: Alta Velocità, reti Ten-T, intermodalità logistica e corridoi euro-mediterranei. Ma dietro questa proiezione verso l’esterno resta irrisolta una questione essenziale: la Calabria è davvero in grado di muoversi al proprio interno?

A sollevare il tema è Mazza, che individua nella mancanza di connettività interna una delle principali criticità strutturali della Regione. «L’accelerazione verso l’esterno, in assenza di coesione interna, non produce sviluppo. Genera isolamento a velocità maggiore», osserva.

Il problema emerge con particolare evidenza lungo la fascia jonica e nelle aree interne, dove la distanza tra i centri abitati non si misura in chilometri, ma in tempi di percorrenza spesso incompatibili con una mobilità efficiente. Una condizione che incide sulla qualità della vita, sull’accesso ai servizi e sulle opportunità economiche.

Emblematico, secondo Mazza, il caso del raddoppio della galleria Santomarco, destinato a ridurre di circa sette minuti i tempi di percorrenza tra Cosenza e Paola, mentre parallelamente vengono definanziati interventi ritenuti essenziali per la velocizzazione della linea jonica, come sottopassi e cavalcavia.

La stessa logica frammentaria caratterizzerebbe la mobilità su gomma. Restano infatti sospesi diversi progetti di adeguamento delle trasversali verso l’interno della Regione, mentre l’ammodernamento della Statale 106 rischia di tradursi in una successione disorganica di interventi puntuali, incapaci di generare una reale riconversione europea dell’arteria.

«Si investe su corridoi già relativamente efficienti e si abbandona chi è già isolato», sottolinea Mazza, evidenziando il divario con realtà come Campania e Puglia, dove a distanze geografiche simili corrispondono tempi di collegamento decisamente più competitivi.

Secondo l’analisi proposta, la debolezza infrastrutturale avrebbe prodotto nel tempo un effetto di frammentazione sistemica. L’impossibilità per molte micro-aree di gravitare funzionalmente sui centri vicini ha alimentato la proliferazione di servizi duplicati – sanitari, amministrativi e logistici – spesso sottodimensionati e poco efficienti.

La letteratura sulle economie di scala nei servizi pubblici individua infatti tra 350 e 450 mila abitanti la soglia ottimale per l’organizzazione distrettuale di settori come sicurezza, giustizia e trasporti. Al di sotto di tali dimensioni, la moltiplicazione delle strutture si traduce in un costo strutturale.

Da qui il richiamo a modelli territoriali più integrati. Pur riconoscendo che le esperienze non siano trasferibili in modo automatico, Mazza richiama il caso del Veneto, dove si è consolidata nel tempo una specializzazione funzionale differenziata: turismo nell’area lagunare, manifattura e vitivinicoltura nel Trevigiano, ricerca e sanità nel Padovano, sport invernali nel Bellunese.

«Aree diverse, vocazioni diverse, nessuna duplicazione. Un sistema in cui le parti si completano invece di competere», evidenzia.

Per invertire la rotta vengono indicate tre priorità considerate ineludibili: una riorganizzazione distrettuale dei servizi, il rafforzamento dei collegamenti tra aree interne e fascia jonica e la costruzione di relazioni strutturate con le Regioni limitrofe, condividendo infrastrutture e servizi quando la scala regionale non risulti sufficiente.

La Calabria, conclude Mazza, possiede posizione strategica, risorse naturali e culturali e comunità resilienti. «Ciò che manca non è il potenziale, ma un sistema di governance capace di valorizzarlo».

Il nodo, dunque, non sarebbe soltanto raggiungere più rapidamente il resto d’Europa, ma costruire finalmente una rete interna capace di tenere insieme territori e comunità.

«Senza connettività interna, senza specializzazione territoriale e senza integrazione sovraregionale, qualsiasi grande opera rischia di restare un’infrastruttura senza territorio. Anche l’opera più ambiziosa può trasformarsi in un simbolo: un ponte su un fiume che non scorre».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.