Consorzio unico di bonifica, approvata in Commissione la modifica alla legge 39. Greco: «Una vergogna»
La vicepresidente della Commissione Agricoltura denuncia la riforma approvata ieri: «Eliminati vigilanza e controllo, aumenteranno i contributi e restano irrisolti TFR e crediti»
CATANZARO - Si accende nuovamente il dibattito attorno al Consorzio unico di bonifica della Calabria. Nella seduta di ieri della Commissione Agricoltura è stata approvata la proposta di legge n. 20/13 di modifica della Legge regionale n. 39 del 2023, istitutiva del Consorzio unico di bonifica, provocando la dura reazione della consigliera regionale Filomena Greco, vicepresidente della Sesta Commissione Agricoltura e rappresentante di Casa Riformista – Italia Viva.
«È una vergogna il fatto che ieri in Commissione Agricoltura si sia consumato l’ennesimo danno per le aziende agricole e i cittadini calabresi», afferma Greco, puntando il dito contro la maggioranza regionale che, a suo dire, dopo aver soppresso gli undici Consorzi storici e istituito il Consorzio unico, oggi intenderebbe eliminare strumenti di vigilanza e controllo «per non dover rispondere dei propri errori».
Secondo la consigliera, la proposta approvata farebbe venir meno i poteri di controllo sugli atti fondamentali del Consorzio, compreso il piano di classifica che incide direttamente sulla contribuzione consortile. Una criticità che, sottolinea Greco, sarebbe stata già evidenziata dall’Ufficio legale del Consiglio regionale, con rilievi relativi anche a possibili profili di incostituzionalità.
Nel mirino della vicepresidente della Commissione Agricoltura finiscono soprattutto i rapporti economici tra Regione e Consorzi di bonifica. «Per anni – sostiene – gli atti regionali hanno parlato di crediti dei Consorzi verso la Regione, crediti riconosciuti all’unanimità dallo stesso Consiglio regionale. Nel 2023, dalla sera alla mattina, quei crediti sono diventati debiti da recuperare coattivamente».
Greco denuncia inoltre la gestione commissariale degli enti soppressi, accusando i commissari nominati dalla Regione di aver rinunciato ai crediti vantati dai Consorzi nei confronti della Regione e già oggetto di azioni giudiziarie promosse dai precedenti presidenti.
La consigliera richiama anche le osservazioni avanzate da sindacati, organizzazioni di categoria e dall’ANBI nazionale, che avrebbe giudicato la proposta di legge «inemendabile». Nonostante tali rilievi, afferma, «si è scelto di approvare un testo che aumenterà gli effetti sciagurati già prodotti dalla legge n. 39».
Secondo Greco, la maggioranza guidata dal presidente Roberto Occhiuto e dall’assessore Gianluca Gallo avrebbe evitato di affrontare i nodi centrali della vicenda, lasciando aperte questioni come il pagamento del TFR ai lavoratori, la posizione dei creditori ancora insoddisfatti e il possibile incremento dei contributi consortili per agricoltori e cittadini.
«Continueremo questa battaglia – conclude la consigliera regionale – non solo in Consiglio regionale, dove ciascuno dovrà assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte, ma anche fuori dalle istituzioni, accanto agli agricoltori, ai lavoratori e a tutti coloro che stanno pagando il prezzo di una riforma profondamente sbagliata».