Bocchigliero, 700mila euro spesi e l’opera è già nel degrado: l’affondo de La Svolta
Il gruppo di opposizione attacca: cartello di cantiere vuoto, coperture già invase dalla vegetazione e lavori da verificare. «Servono controlli immediati»
Un’opera pubblica da 700mila euro che, secondo l’opposizione, mostrerebbe già segni evidenti di degrado prima ancora di essere pienamente consegnata alla comunità. È pesante la denuncia del gruppo politico La Svolta sull’area attrezzata per il turismo del Comune di Bocchigliero, oggetto di un intervento di riqualificazione finanziato con risorse pubbliche.
Il quadro tracciato dai consiglieri comunali Domenico Aggazio, Pierluigi Caccuri e Mariarosaria Rizzuti è netto: un cantiere poco trasparente, un’opera che starebbe già mostrando criticità e una vigilanza pubblica che, a loro dire, non sarebbe adeguata rispetto all’entità dell’investimento.
Il primo punto sollevato riguarda la trasparenza. Secondo quanto denunciato da La Svolta, sul cancello del cantiere sarebbe presente un cartello lavori completamente vuoto: nessuna indicazione sulla ditta esecutrice, sul progettista, sul direttore dei lavori, sulle date di inizio e fine intervento. Informazioni basilari, sostengono i consiglieri, che dovrebbero essere accessibili ai cittadini quando si parla di denaro pubblico e opere comunali.
«I cittadini sanno solo quanti soldi vengono spesi», denunciano dal gruppo, mentre resterebbero sconosciuti elementi essenziali sull’appalto e sui soggetti coinvolti nella realizzazione dell’intervento.
Ma la contestazione più dura riguarda lo stato dell’area. La Svolta parla di uno scenario «desolante» all’interno del perimetro del cantiere, dove la vegetazione starebbe già prendendo il sopravvento sulle nuove coperture, a meno di un anno dall’avvio degli interventi. Un’immagine che, secondo l’opposizione, stride con il valore dell’investimento e con le aspettative di riqualificazione dell’area.
Il confronto con il passato, per i consiglieri, sarebbe impietoso: il vecchio tetto avrebbe resistito per oltre quarant’anni, mentre le nuove strutture mostrerebbero già criticità, materiali esposti alle intemperie e persino bancali di legno abbandonati sulle coperture.
Da qui la richiesta di controlli immediati. Aggazio, Caccuri e Rizzuti chiedono di verificare l’esecuzione dei lavori, la qualità dei materiali, il rispetto delle procedure e il ruolo di vigilanza dell’Ente pubblico. L’obiettivo, spiegano, è evitare che un investimento importante si trasformi nell’ennesima occasione sprecata.
Il punto politico è chiaro: se il Comune investe 700mila euro per riqualificare un’area destinata al turismo e alla fruizione pubblica, quell’opera deve essere realizzata a regola d’arte, consegnata in condizioni di decoro, sicurezza e piena utilizzabilità.
La Svolta annuncia che continuerà a vigilare sull’intervento, rivendicando il proprio ruolo di controllo nell’interesse della comunità. Ora la palla passa all’Amministrazione comunale, chiamata a chiarire lo stato del cantiere, le responsabilità tecniche e le eventuali criticità denunciate.
Perché quando un’opera pubblica nasce già con ombre, degrado e domande senza risposta, il problema non è soltanto estetico. È politico, amministrativo e soprattutto riguarda il rispetto dovuto ai cittadini e ai soldi pubblici.