TIS, scontro politico a Crosia: «Il parere COSFEL non esiste». L’opposizione chiede dimissioni Sindaco
Conferenza stampa di Cambiavento, Forza Italia e dei tirocinanti esclusi: secondo i documenti acquisiti non sarebbe mai stata presentata alcuna istanza di stabilizzazione alla Commissione: «Aiello si assuma responsabilità e si dimetta»
CROSIA – Il caso dei Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) potrebbe trasformarsi in una questione politica destabilizzante per il Comune di Crosia. Almeno questo nelle intenzioni della minoranza. Nel pomeriggio di ieri, infatti, i gruppi consiliari di opposizione in Consiglio comunale – Cambiavento e Forza Italia – insieme ai lavoratori TIS la cui attività è stata interrotta, hanno convocato una conferenza stampa per “fare chiarezza definitiva” su una vicenda che, nelle ultime settimane, ha già acceso il dibattito pubblico e istituzionale.
A prendere la parola sono stati Francesco Russo, capogruppo di Forza Italia, Massimiliano Morello, capogruppo di Cambiavento, e Cinzia Calarota, in rappresentanza dei tirocinanti. Al centro dell’iniziativa, la contestazione frontale della versione fornita dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Aiello, che aveva motivato l’interruzione dei tirocini con un presunto parere negativo della Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali (COSFEL).
Perché il parere COSFEL era necessario
Prima di entrare nel merito delle accuse, l’opposizione ha ricostruito il contesto. Il Comune di Crosia si trova in regime di dissesto finanziario e, proprio per questo, ogni decisione che comporti spese strutturali e durature – come le assunzioni o le stabilizzazioni del personale – deve essere sottoposta al vaglio della COSFEL. Un passaggio obbligatorio, hanno sottolineato i consiglieri di minoranza, soprattutto se si tratta di trasformare percorsi di tirocinio in rapporti di lavoro stabili.
È in questo quadro che viene evidenziata una contraddizione politica: negli ultimi mesi, nonostante il dissesto, l’Amministrazione avrebbe comunque proceduto ad alcune assunzioni, lasciando però fuori i lavoratori TIS.
“Ora basta: chiediamo una rettifica”
«Oggi facciamo chiarezza – ha esordito Morello –. I lavoratori ci hanno coinvolto perché molte cose non tornavano. Da questo momento chiediamo una rettifica immediata rispetto a quanto è stato diffuso dall’Amministrazione comunale». Secondo i gruppi di minoranza, infatti, la narrazione ufficiale non sarebbe supportata da alcun atto formale.
Accesso agli atti e documenti mancanti
È stato Francesco Russo a entrare nel dettaglio tecnico della vicenda. «Si è parlato di un parere negativo della COSFEL, ma senza riscontri né documenti. Abbiamo chiesto formalmente l’accesso agli atti, ma non ci è stato ancora consentito, neppure dopo un sollecito», ha spiegato. Russo ha anche ricordato come, sempre secondo quanto emerso, vi fosse la possibilità di una proroga dei tirocini fino al 31 dicembre, in attesa di completare l’iter regionale di stabilizzazione.
Il passaggio più delicato arriva però subito dopo. «I lavoratori – ha aggiunto – sono riusciti a ottenere direttamente documentazione dalla COSFEL. Da quegli atti risulta che il parere negativo non esiste perché il Comune non ha mai presentato alcuna richiesta di stabilizzazione. È un fatto gravissimo».
Durante la conferenza stampa è stato letto un passaggio della corrispondenza COSFEL che, secondo l’opposizione, chiarirebbe in modo inequivocabile la questione: nessuna istanza formale sarebbe mai pervenuta da parte dell’Ente. Un elemento che, per Cambiavento e Forza Italia, attribuisce all’Amministrazione comunale una responsabilità diretta e non più eludibile. «Su questi fatti – ha ribadito Morello – non è arrivata alcuna smentita ufficiale».
La voce dei tirocinanti
Netta anche la posizione dei lavoratori. «Siamo qui per smentire la comunicazione del sindaco – ha dichiarato Cinzia Calarota –. Abbiamo lavorato per anni servendo la comunità, retribuiti dalla Regione. Poi è arrivata la cessazione immediata del tirocinio. Abbiamo lavorato giorno e notte per ottenere chiarezza: la documentazione COSFEL parla chiaro, nessuna richiesta è mai stata presentata dal Comune per la nostra stabilizzazione».
Dimissioni, sfiducia e incognite politiche
Sul piano politico, l’opposizione ha parlato apertamente di dimissioni e di possibile sfiducia, pur riconoscendo i limiti numerici in Consiglio comunale. Alla domanda su come intendano procedere, Russo e Morello hanno chiarito che l’aspettativa è rivolta alla maggioranza. «Se è stato dichiarato il falso – è il ragionamento – la sfiducia dovrebbe partire da chi governa. Per coerenza politica e istituzionale».
Il caso resta dunque aperto. Perché se davvero nessuna richiesta è mai partita dal Comune per ottenere il parere COSFEL sulla stabilizzazione dei TIS, la domanda che ora pesa sul dibattito politico è una sola: chi ha deciso, e per quale motivo, di chiudere la vertenza parlando di un parere che, carte alla mano, non risulterebbe mai esistito?