26 minuti fa:Carceri calabresi, il Sappe lancia l’allarme: «Nel 2025 sventati 158 tentativi di suicidio»
16 ore fa:Longobucco, incendio del 14 agosto. La ricostruzione: «Intervento rapido, nessun danno a persone e case»
56 minuti fa:Amendolara, il pallone tiene vivo il ricordo di Mario De Luca
1 ora fa:Schiavonea, la spiaggia diventa un salotto letterario: sette minuti per dare voce a una storia
1 ora fa:Corigliano-Rossano, furto nella notte al distributore Agip: bottino da circa 10mila euro
3 ore fa:Secca di Amendolara, recuperata una grande rete incagliata sui fondali: bonifica con sub e volontari
34 minuti fa:Tecnam scomparso sulla rotta per Sibari, a bordo gli avvocati romani Arnulfo e Buccico: ricerche estese lungo la costa cosentina
2 ore fa:Ai Laghi di Sibari il Risorgimento diventa teatro: rivoluzione, amore e storie private in “Eran trecento…”
1 ora fa:Scontro sulla Statale 106 a Mandatoriccio: due feriti e traffico in tilt ad Aprocello
2 ore fa:Diretto a Sibari, scompare un Tecnam P2008: a bordo un noto avvocato romano e la compagna

Dalle sale di palazzo Martucci l'IRACEB continua a gridare vendetta

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un patrimonio culturale che langue da anni dietro porte chiuse e silenzi istituzionali. L’Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine (IRACEB), nato con una legge regionale e ospitato a Rossano nello storico Palazzo Martucci, è ormai ridotto a una scatola vuota: senza organi direttivi, senza personale, senza un piano di rilancio. E soprattutto senza risposte da parte della Regione Calabria, che ne è responsabile diretta.

A denunciarlo è il consigliere comunale di Corigliano-Rossano Antonio Uva, che da tempo sollecita Palazzo Campanella a intervenire. «L’IRACEB non è mai stato formalmente soppresso – ricorda Uva – eppure da anni è in stato di totale abbandono. Non c’è più gestione, non c’è più fruizione, non c’è più nemmeno un minimo di tutela del patrimonio librario che ancora custodisce. La Regione non può continuare a tacere, perché qui non siamo davanti a un’opzione politica, ma a un preciso obbligo di legge».

I solleciti ignorati e il ruolo della delegazione regionale

Uva ricorda come, negli anni, anche il disimpegno della delegazione consiliare regionale del territorio che non è riuscita a portare avanti battaglie e pressioni politiche per salvaguardare l’Istituto, chiedendo il ripristino degli organismi gestionali, la copertura del debito per la sede attuale e soprattutto il trasferimento nei locali comunali già messi a disposizione gratuitamente dal Comune di Corigliano-Rossano con due delibere, nel 2016 e nel 2023.

Un patrimonio ostaggio dell’incuria

Oggi il destino dell’IRACEB resta appeso a un filo. A Palazzo Martucci sono ancora custoditi scaffali, libri e documenti di pregio. Ma l’immobile, di proprietà privata, non vede il pagamento di un affitto da anni. Una situazione paradossale che rischia di degenerare in una vera e propria beffa: un patrimonio che non viene utilizzato e che, al tempo stesso, grava come un debito senza soluzione.

Le responsabilità della città e del mondo della Cultura

Purtroppo, non basta solo piangere sul latte versato o battersi il petto. Di fronte alla lenta agonia dell’IRACEB, l’intellighenzia cittadina ha preferito restare ai margini, limitandosi a lamenti sterili senza mai organizzare una vera mobilitazione. Nessuna iniziativa, nessun pressing collettivo, nessuna azione forte per rimettere al centro un istituto che doveva essere fiore all’occhiello della Calabria bizantina. Perché la politica ha sicuramente le sue colpe ma anche chi avrebbe dovuto garantire una spinta forte e di coscienza, in questi anni, non lo ha fatto. Anzi, ci si è trincerati solo dietro permalose posizioni e nulla più.

Una questione di trasparenza

Ma il punto più delicato riguarda la gestione economica del passato. Negli ultimi decenni, fondi e risorse sono stati destinati all’IRACEB, eppure oggi la realtà è quella di un contenitore pieno di libri e vuoto d'animo, con un patrimonio bloccato e un affitto non pagato. Un quadro che – è l’insinuazione che circola negli ambienti politici e culturali – meriterebbe un’indagine approfondita su come siano stati spesi in passato i soldi pubblici.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.