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«L’incapacità di alcuni sta distruggendo quel poco di sanità rimasta»

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CORIGLIANO-ROSSANO - «La vicenda sanitaria jonica sta assumendo caratteristiche che definire grottesche sarebbe un eufemismo.

All'improvviso si decide di chiudere un reparto di terapia intensiva per carenza di personale dedicato. Tale evento, nei fatti, delegittima la permanenza stessa di un presidio Spoke, già minato nella sussistenza in vita da quando l'area dell'Alto Jonio è stata, innaturalmente, aggregata allo Spoke di Castrovillari. Un Presidio di Primo Livello per essere giustificato deve rivolgersi ad un'utenza non inferiore a 150mila abitanti, che, ad oggi lo Spoke jonico non ha più, anche se taluni, dal vacuo pensiero, amano immaginare che il Distretto Sanitario e quello Ospedaliero coincidano. Se a questo aggiungiamo che senza il reparto di terapia intensiva non possono essere giustificate prestazioni ospedaliere tipiche dei reparti al primo collegati, va da sé che stiamo assistendo al declassamento ad ospedale di base».

È quanto si apprende da una nota stampa di Domenico Mazza del Comitato Magna Graecia.

«Colpisce maggiormente nella lettura dei fiumi di note a riguardo che si continui a guardare al dito e non alla luna -  dichiara Mazza -. Si parla di mancati innesti a rimpinguare gli organici, di difficoltà gestionali, in taluni casi anche di atteggiamenti "mafiosi", ma pochi dicono che è impensabile ed oltremodo ridicolo immaginare che due plessi dello stesso ospedale (perché se ancora non è chiaro meglio ribadirlo: il Compagna ed il Giannettasio sono un'unica struttura divisa su due plessi e non due ospedali) possano ospitare reparti fotocopia. 

«Quale logica deviata - continua - può consentire una commistione tra le aree chirurgiche e quelle mediche nei due plessi? Quali arcani motivi possono giustificare tali sciagurate scelte gestionali quando il "decreto 64" prevedeva una netta distinzione fra le due aree da collocare preclusivamente una in un presidio, l'altra nell'altro? 

In tutto questo manicomio gestionale proliferano personalismi da pennacchio, mentre l'anello debole continua ad essere rappresentato dalla collettività. Non già della sola Corigliano-Rossano, ma di tutto quell'ambito che dall'Alto Crotonese fino alla Lucania si ritrova oggi senza un ospedale di Primo Livello».

«È normale che - dichiara ancora - in una condizione di assoluto affanno, con la già grave carenza d'organico, tenere divise nei due plessi le figure degli anestesisti è un lusso che proprio non possiamo permetterci. È lapalissiano che reparti come chirurgia, ginecologia (quindi nido e pediatria) nonché ortopedia non possano essere dislocati tra l'area Bizantina e quella Ausonica, a mo' di suddivisione dei pani e dei pesci, poiché questi devono giacere a stretto contatto (per la loro sussistenza) con un reparto di Rianimazione. 

E si badi bene, quanto appena asserito non è un principio di volontà centralista, ma semplicemente una chiara e limpida organizzazione che non presterebbe, altresì, il fianco ad atteggiamenti isolazionisti che l'Asp non ha mai risparmiato all'area Jonica. Invero riverbererebbe benessere a tutta la città di Corigliano-Rossano e relativo Circondario, prescindendo da quali saranno le scelte di allocazione delle due aree d'intervento, siano esse impiantate nella circoscrizione Ausonica o Bizantina». 

«Si continua ancora, imperterriti, a non voler risanare una peculiarità tutta calabrese: lasciare nell'ambito delle Asp la gestione dei Presidi ospedalieri non Hub, generando una commistione tra sanità ospedaliera e territoriale che non ha eguali». 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.