Il grano e la pula
È una distinzione necessaria, sacrosanta. Ma proprio per questo deve essere compiuta con la precisione della giustizia, non con la brutalità del pregiudizio
Rumore, zero; clamore, tantissimo; effetti, devastanti. In alcuni giorni anche chi è abituato a raccontare i fatti, a interpretarli, a prendere posizione, fatica a trovare le parole. Oggi è uno di quei giorni. Perché il terremoto giudiziario che ha travolto Corigliano-Rossano ci consegna due sentimenti apparentemente inconciliabili: il sollievo per uno Stato che dimostra di esserci, che indaga, che colpisce la criminalità; e lo smarrimento, autentico, davanti all'arresto del sindaco Flavio Stasi.
Da una parte c'è il lavoro straordinario dei Carabinieri del ROS e del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano. Un lavoro paziente, silenzioso, di quelli che non si misurano con i comunicati ma con la capacità di restituire dignità e sicurezza a una terra troppo spesso ostaggio della prepotenza criminale e con lo scopo di separare il grano dalla pula - per utilizzare un'immagine evangelica. È quello che chiediamo allo Stato. Ed è ciò che oggi riconosciamo ai suoi uomini.
Poi, però, c'è Flavio Stasi. E qui le parole diventano difficili. Perché si può essere lontani, lontanissimi dalle sue idee, dalla sua visione politica, dal suo modo di amministrare. Si può averlo criticato, anche duramente, senza aver mai rinunciato a farlo. Ma c'è una distanza enorme tra il giudizio politico e quello sulla persona.
Flavio Stasi, è un uomo che ha sempre rivendicato pubblicamente la propria appartenenza al fronte dell'antimafia. Un impegno riconosciutogli anche da don Luigi Ciotti, il presidente di Libera. E questo non è un dettaglio. È ciò che rende la notizia di oggi ancora più difficile da metabolizzare.
Non intendiamo trasformare questa convinzione in una patente d'innocenza. Sarebbe sbagliato. Come sarebbe altrettanto sbagliato trasformare un'ordinanza cautelare in una sentenza definitiva.
Conosciamo il procuratore Salvatore Curcio. Ne ricordiamo il rigore già ai tempi della Procura di Rossano, quando condusse l'operazione Galassia. Conosciamo la dedizione delle forze dell'ordine, il loro lavoro indefesso su questo territorio. Abbiamo fiducia nella magistratura e nella sua capacità di ricostruire i fatti, accertare le responsabilità, distinguere le posizioni.
Ma la fiducia nella giustizia non ci obbliga a rinunciare allo smarrimento. Né a nascondere un auspicio: che le accuse rivolte al sindaco Flavio Stasi possano, alla prova dei fatti e nel pieno rispetto del percorso giudiziario, cadere. Lo speriamo per la città. Lo speriamo per l'istituzione che rappresenta. E glielo auguriamo per l'uomo che ha sempre detto di stare da una parte definita della barricata.
Il grano dalla pula. È una distinzione necessaria, sacrosanta. Ma proprio per questo deve essere compiuta con la precisione della giustizia, non con la brutalità del pregiudizio.