Nasce Aura, donne migranti protagoniste nella Piana di Sibari
Dieci fondatrici di sei Paesi per un’associazione dedicata a diritti, partecipazione e inclusione. La presidente Carmen Florea: «Essere donne che lasciano il segno». Giovedì 29 ottobre la registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto
CORIGLIANO-ROSSANO – Dieci donne, sei Paesi di origine e un progetto comune: mettere esperienze e competenze al servizio del territorio. Nasce Aura, presentata dalle promotrici come la prima associazione della Piana di Sibari interamente fondata, partecipata e guidata da donne di origine straniera. La registrazione ufficiale dell’atto costitutivo e dello statuto è prevista per giovedì 29 ottobre.
Le fondatrici provengono da Romania, Ucraina, Marocco, Nigeria, Brasile e Senegal. A guidarle è Carmen Ionica Florea, operatrice sociale e mediatrice interculturale con un’esperienza di 24 anni. Il motto scelto per accompagnare il percorso è «Essere donne che lasciano il segno»: un impegno che punta sulla partecipazione diretta delle donne alla vita sociale, lavorativa e istituzionale.
Nel messaggio che accompagna la nascita dell’associazione, Florea ripercorre la propria storia personale e rivolge un ringraziamento alla stampa locale e regionale:
«Trent'anni fa ho iniziato il mio cammino in questa terra affrontando ostacoli durissimi e ingiustizie profonde. Ho vissuto il dolore più grande per una madre: nel 1999 ho perso mio figlio Graziano a un mese dalla nascita, e nel 2007 la sua tomba è stata profanata, il suo corpicino è stato fatto sparire e tuttora non ho un luogo dove poterlo piangere. Un'ingiustizia immane rimasta senza colpevoli. Eppure, ho scelto di amare questa terra, di restare e di trasformare quel dolore in una lotta per i diritti di tutti. In questa trincea, la Stampa e i media locali e regionali sono stati i miei più grandi alleati. Senza i giornalisti che hanno acceso i riflettori nei momenti più bui, non ce l'avrei mai fatta a far sentire, attraverso la mia voce, il grido degli ultimi. Ogni volta che ho lanciato un appello per chi non aveva voce, voi c'eravate. Dedico a voi questo traguardo, perché la nascita di AURA porta quella stessa alleanza al livello successivo».
La nota delle promotrici ricorda le tappe del suo impegno: le battaglie contro lo sfruttamento dei braccianti a Rosarno nel 2008, le denunce relative ai lavoratori romeni deceduti nel 2012 e l’intervento per assicurare una degna sepoltura alla giovane Florentina Boaru, vittima di femminicidio.
Nel percorso di Florea figurano inoltre la nomina, nel 2012, a componente della Commissione dell’Ufficio diocesano Migrantes da parte dell’allora arcivescovo Santo Marcianò, l’attività con il Progetto Presidio di Caritas Italiana e l’impegno nell’accoglienza durante gli sbarchi. La presidente è anche socia ordinaria della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.
Aura intende operare in una città caratterizzata da una presenza significativa di comunità di origine straniera. Secondo i dati dell’Anagrafe comunale aggiornati a ottobre 2026 e riportati nel comunicato, a Corigliano-Rossano risiedono 9.875 cittadini stranieri, di cui 5.984 comunitari e 3.891 extracomunitari.
Tra le comunità indicate figurano quella romena, con 4.618 residenti, e quella bulgara, con 785. Il comunicato riporta inoltre 687 cittadini marocchini, 656 pakistani, 524 ucraini e 212 nigeriani. Le promotrici collegano la nascita dell’associazione anche all’approvazione del nuovo Regolamento della Consulta comunale dei cittadini comunitari e degli Stati terzi, uno strumento di partecipazione che, ricordano, Florea sollecitava pubblicamente già nel luglio 2013. In questo contesto Aura punta a valorizzare le competenze individuali, sostenere l’autodeterminazione e contrastare ogni forma di discriminazione, secondo gli obiettivi richiamati nell’articolo 2 del proprio statuto.
«Vogliamo uscire definitivamente dalla logica della passività quotidiana, sia nell'ambito lavorativo che in quello familiare» – conclude la Presidente Florea. «Non siamo una categoria sfocata. Rifiutiamo l’etichetta riduttiva di ‘straniera’ e chiediamo il rispetto che si deve a delle cittadine e a delle professioniste. Dietro AURA ci sono storie, competenze e nomi precisi: Carmen, Viola, le due Karime, Elena, Erlane, Rouguiyatou, Margaret, Maryna e Anastasiya. Abbiamo deciso di essere protagoniste della nostra vita, dell'inclusione e del futuro dei nostri figli. E ce lo mettiamo tutto!».
L’associazione annuncia attività di orientamento al lavoro, alloggio sociale, accoglienza umanitaria e supporto socio-sanitario, con l’obiettivo di costruire una rete con Comuni, scuole, presidi sanitari e magistratura. La data e il luogo della cerimonia ufficiale di inaugurazione saranno comunicati successivamente.