Sila-Mare, prova di carico superata sul viadotto Ortiano II: si avvicina la riapertura completa
Esito regolare per il collaudo statico eseguito questa mattina. Ora restano barriere, giunti e segnaletica: al termine degli interventi saranno percorribili per intero i quasi 16 chilometri tra il ponte di Caloveto e Longobucco
LONGOBUCCO – Questa mattina mezzi e tecnici di Anas sono arrivati sul viadotto Ortiano II, come previsto dal cronoprogramma. Sull’impalcato ricostruito sono state eseguite le prove di carico, passaggio decisivo del collaudo statico. L’esito è stato regolare: la struttura supera così una verifica fondamentale prima del ritorno del traffico.
La riapertura, però, non è ancora scattata. Ora si dovranno installare le barriere di sicurezza, posare i giunti di dilatazione e completare la segnaletica, sia orizzontale sia verticale. Sono gli ultimi interventi indicati per restituire alla circolazione il viadotto e ricucire la viabilità tra il ponte di Caloveto e il centro abitato di Longobucco.
Quando le lavorazioni saranno concluse, saranno percorribili per intero i quasi 16 chilometri del tratto a monte della Sila-Mare. Un traguardo che ha un valore concreto per residenti, lavoratori e attività del territorio, ma anche un significato simbolico: la strada cominciò a prendere forma nei progetti alla fine degli anni Ottanta. A distanza di quasi quattro decenni, una parte essenziale dell’opera si prepara finalmente a diventare una strada continua, percorribile e veloce per connettere il mare con l'entroterra.
Per capire il peso della giornata di oggi bisogna tornare al 3 maggio 2023, quando la campata centrale del vecchio Ortiano II crollò durante la piena del Trionto. La strada fu interrotta e il collegamento di Longobucco con il versante ionico tornò a dipendere da percorsi alternativi. La ricostruzione ha richiesto la demolizione della struttura danneggiata, la realizzazione delle nuove pile e il varo dell’impalcato metallico, completato nel luglio scorso. Nel frattempo sono proseguiti i lavori per la realizzazione dell'ultimo tratto, compreso tra il bivio del Destro e il ponte di Caloveto. Altri sei km che prima di quel tre maggio di tre anni fa non c'erano e che ora sono interamente percorribili portando, di fatto, a conclusione il primo megalotto della grande opera. Il secondo sarà la connessione a valle, lungo il Trionto, fino a Mirto, riualificando l'esistente SS531 in connessione con la futuribile nuova SS106 a quattro corsie che dovrà intersecare proprio la Sila-Mare all'altezza di Crosia.
Il collaudo di oggi, intanto, non è una formalità: verifica il comportamento della struttura sotto carico e precede le ultime opere necessarie alla circolazione. Proprio per questo l’esito regolare segna un avanzamento sostanziale, ma non va confuso con l’apertura immediata. Prima dovranno essere completate le installazioni e la segnaletica. Solo allora il tratto potrà essere riaperto.
La giornata avvicina dunque la fine di una lunga interruzione e la piena percorribilità del segmento tra Longobucco e il ponte di Caloveto. Resta distinta la questione del completamento della Sila-Mare verso la costa e la Statale 106: il superamento del collaudo dell’Ortiano II chiude una ferita importante della viabilità montana, ma non coincide con il completamento dell’intero itinerario fino allo Jonio.