Agrisolare, contributi da mettere a terra: «Tempi e regole Gse fanno la differenza»
D’Agostino, ad di Omnia Energia: «L’ammissione è solo il primo passo. Ora servono programmazione, competenze e una gestione corretta fino alla rendicontazione». Diciotto mesi per realizzare gli interventi
ZUMPANO (CS) – Il contributo è stato ottenuto. Adesso bisogna trasformarlo in un impianto funzionante, capace di ridurre i costi energetici e sostenere la produzione. Per le aziende agricole e agroindustriali ammesse alla Facility Parco Agrisolare, la fase decisiva comincia dopo il finanziamento: tra scadenze, prescrizioni del Gse, connessioni alla rete e rendicontazione, ogni passaggio richiede programmazione. «L’ammissione è un’opportunità, non il traguardo. È nella realizzazione che il progetto deve dimostrare la propria qualità», afferma Vincenzo D’Agostino, amministratore delegato di Omnia Energia Spa.
La misura, sostenuta dal Pnrr con una dotazione di 789 milioni di euro, punta a rafforzare l’autonomia energetica del sistema agricolo nazionale. Ma ottenere l’agevolazione non basta a garantirne l’effettiva erogazione: occorre completare gli interventi e rispettare gli adempimenti previsti. «La vera sfida è trasformare le risorse assegnate in investimenti produttivi e risparmio energetico duraturo. Per farlo servono metodo, capacità organizzativa e attenzione alle regole».
Il quadro operativo prevede la conclusione degli interventi entro 18 mesi dall’atto di concessione, salvo eventuali proroghe autorizzate, e comunque il completamento e la rendicontazione entro il 31 dicembre 2028. «Il tempo è parte dell’investimento», sottolinea D’Agostino. Approvvigionamento delle tecnologie, verifica delle coperture, procedure per la connessione alla rete e predisposizione dei documenti devono procedere secondo un calendario coerente. Un ritardo in una fase può ripercuotersi sull’intero progetto, generando costi imprevisti e mettendo a rischio la conclusione del percorso agevolato.
La corretta gestione delle prescrizioni del Gestore dei servizi energetici, la congruità delle spese e la rendicontazione richiedono competenze specifiche. «Non basta installare un impianto fotovoltaico: deve essere dimensionato sulle esigenze produttive dell’azienda, affidabile sul piano tecnico e coerente con il progetto finanziato». Il prezzo, osserva l’ad di Omnia Energia, non può essere l’unico criterio di scelta.
Per un’azienda agricola, l’efficientamento energetico è un investimento destinato a incidere sui costi di produzione per molti anni. La progettazione e la realizzazione devono quindi tenere insieme impianto, eventuali interventi sulle coperture, sistemi di accumulo e connessione alla rete, comprese le procedure più complesse per gli impianti di maggiore potenza. «La competenza deve accompagnare l’investimento dall’inizio alla piena operatività. La supervisione di un Esperto in gestione dell’energia e il lavoro di professionalità qualificate aiutano a valutare anche la sostenibilità economica dell’intervento e gli strumenti finanziari necessari per completarlo».
In questo percorso si inserisce l’esperienza di Omnia X Srl, società del Gruppo Omnia Energia, con 19 anni di attività nel fotovoltaico e oltre 30 MWp installati. Il Gruppo opera nel settore energetico da circa 25 anni. «Non è soltanto una questione di realizzare impianti – conclude D’Agostino – ma di costruire un percorso nel quale progettisti, tecnici e maestranze lavorino in coordinamento e accompagnino l’investimento fino alla sua piena operatività».
pubbliredazionale