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Lockdance: i giovani e la danza al tempo del Covid

2 minuti di lettura

La danza per i bambini ed i giovani è sempre stata  un potente mezzo di comunicazione con se stessi e con gli altri, permettendo di esprimersi in modo creativo e personale: in classe gli allievi condividono gli stessi movimenti, le stesse note, lo stesso spazio, le stesse emozioni e questo crea un senso di appartenenza ad una comunità che offre loro una preziosa e straordinaria opportunità di crescita.

Ma praticamente due anni di chiusure forzate hanno messo molte scuole in forte difficoltà.

Mesi e mesi in sala ad apprendere la tecnica, esibirsi in palcoscenico un paio di volte l'anno, crescere insieme ai compagni condividendo in fine l'emozione di danzare davanti ad un pubblico: questa era la realtà di ragazzi e bambini che si avvicinavano alla danza prima del covid.

Una quotidianità di impegni che culminava con un evento speciale che riusciva a portarti fuori dalla realtà investendo chi ti guardava di emozioni che solo quest'arte riesce a dare.

Il covid ha messo in pausa tutto questo, costringendo le scuole a chiudere e i ragazzi nelle loro stanze, ma al tempo stesso ha evidenziato una verità che noi artisti, un po' per arroganza un po' per attaccamento alle tradizioni, non volevamo vedere: una parte della danza si stava spostando dai teatri.

L'esibizione finale è una parte fondamentale del percorso scolastico, specialmente nelle piccole realtà come quella di Corigliano-Rossano; ma come potevamo sperare di far ripartire una scuola dopo quasi 2 anni di chiusura?

La pandemia ci ha costretti nelle nostre case, ma ha accelerato la crescita dei social, che ad oggi sono diventati un punto di riferimento per tenere i contatti con il mondo intero. I social e la tecnologia sono parte integrante della nostra vita, e accettare che anche il nostro lavoro ne venisse influenzato è stato il primo passo per cominciare ad uscire fuori dalla crisi che stavamo subendo.

Le scuole di danza hanno riaperto, ma noi non ci siamo limitate solo a questo: dovevamo dare un obiettivo ai ragazzi che sarebbero diventati nostri allievi. Non potevamo assicurare delle esibizioni fuori dalla scuola, quindi ecco la nostra decisione di rendere la danza social anche nella nostra scuola. Per quanto le conseguenze del covid-19 abbiano tartassato gravemente il nostro campo, allo stesso tempo ha dato occasione a chiunque fosse appassionato alla danza di manifestare la propria arte attraverso i social più in voga del momento.

Questa soluzione ha permesso a chiunque di far conoscere la propria arte al mondo, e proprio cavalcando questa onda abbiamo deciso di ricominciare usando la danza per educare non solo alla vita, ma anche ad adattarsi al mondo che va avanti con consapevolezza e rispetto per sé stessi.

Con l'aiuto dei social e del videomaking, la danza sta diventando sempre più accessibile stimolando ogni bambin* e ragazz* a danzare in libertà accettandosi così come si è, qui ed ora. È sempre stato un potente mezzo di espressione e comunicazione e oggi, grazie ai social, la danza sta diventando anche una porta sulla strada verso l'automiglioramento e l'amore per sé stessi e gli altri.

Alice Celestino
Autore: Alice Celestino

Erede della tradizione coreutica di Margherita Mingrone di cui è figlia, si forma presso il Centro Studi Danza creato e diretto da Margherita Mingrone, con sede in Rossano dal 1987, Centro di Educazione e Formazione all'arte della Danza con numerosi riconoscimenti ottenuti in Italia ed all'estero, abilitato all'insegnamento della Danza Classica Accademica. Ha studiato con Maestri di chiara fama come Tuccio Rigano, Francesca Sani, Silvio Oddi, Eugenio Buratti, Fabrizio Mainini ed altri. Nel 2015 si perfeziona in danza contemporanea presso la Martha Graham School of Contemporary Dance di New York. Dal 2016 è coreografa, dancer ed insegnante presso il Centro di Rossano con collaborazioni con altre realtà artistiche