«Il ricordo salva vite». Gli scout portano la Statale 106 nelle scuole con un concorso dedicato a Gaetano Ruffo
L’iniziativa del MASCI Rossano 1 coinvolge gli studenti delle scuole superiori per trasformare la memoria delle vittime della strada in consapevolezza e sicurezza
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è soltanto un concorso. È un gesto di memoria, un invito collettivo a non dimenticare. Nasce con questo spirito “Vittime della strada: il ricordo salva vite – in ricordo di Gaetano Ruffo”, l’iniziativa promossa dalla comunità M.A.S.C.I. Rossano 1 con il sostegno della famiglia Ruffo e rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio.
Un progetto che vuole trasformare il dolore in consapevolezza e la memoria in un messaggio di responsabilità per le nuove generazioni. Il concorso è dedicato alla memoria di Gaetano Ruffo, giovane della città scomparso in un incidente stradale e diventato simbolo di tutte le vite spezzate sulle nostre strade e delle famiglie che convivono ogni giorno con un’assenza che non potrà mai essere colmata.
Un tema che in Calabria assume un valore ancora più forte se si pensa alla Strada Statale 106, arteria che attraversa la regione collegando territori e comunità ma che, troppo spesso, attraversa anche le storie delle famiglie lasciando dietro di sé dolore e domande senza risposta.
«Questo non è semplicemente un concorso – spiega Claudio Marincola, Magister della comunità MASCI Rossano 1 – è prima di tutto un ricordo. Vogliamo dare un nome, un volto e una voce a chi non è più con noi».
Dietro ogni incidente stradale, infatti, non c’è soltanto una notizia di cronaca, ma una vita, un sogno e un futuro che meritavano di continuare. «Troppo spesso le vittime della strada diventano numeri nelle statistiche – continua Marincola – ma dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una storia che non può e non deve essere dimenticata».
Il progetto coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori, invitati a raccontare il tema della memoria e della sicurezza stradale attraverso il loro linguaggio creativo: testi, immagini, video, musica o altre forme artistiche.
L’obiettivo è dare spazio alla sensibilità dei giovani, trasformando il ricordo in un messaggio capace di parlare all’intera comunità. «Abbiamo bisogno dello sguardo dei ragazzi – sottolinea Marincola – della loro capacità di trasformare il dolore in memoria e la memoria in consapevolezza».
Fondamentale sarà anche il ruolo delle scuole, chiamate ad accompagnare gli studenti in questo percorso di riflessione e partecipazione. Il concorso si concluderà il 27 maggio, quando i lavori realizzati dagli studenti saranno presentati e condivisi durante una manifestazione finale.
Un progetto che nasce dal territorio e dalla memoria di Gaetano Ruffo, ma che guarda soprattutto al futuro. Perché ricordare non significa soltanto custodire il passato, ma costruire una comunità più consapevole e strade più sicure per tutti.