Pasqua e rientri nella Calabria del nord-est: voli, treni e autobus sempre più cari
Per Pasqua i voli da e per Crotone stanno subendo cancellazioni e rincari, mentre i prezzi di treni e autobus aumentano. Le Lampare Bjc denunciano viaggi sempre più difficili e costosi per i cittadini di questo territorio
CARIATI - Con l’arrivo delle festività pasquali, il gruppo politico Le Lampare BJC di Cariati denuncia un problema ormai cronico per i cittadini calabresi: tornare nella propria terra diventa sempre più costoso e difficile.
«È come pagare una tassa di soggiorno per rientrare in Calabria», affermano, riferendosi agli aumenti generalizzati dei biglietti aerei, ferroviari e degli autobus. Nessun mezzo è risparmiato, e i rincari finiscono per pesare soprattutto sulle famiglie e sui lavoratori fuori sede.
Particolarmente critica è la situazione dell’aeroporto di Crotone. «I cittadini pagano sia il biglietto, spesso a prezzi fuori controllo, sia indirettamente, tramite fondi pubblici stanziati dalla Regione Calabria per mantenere operativo lo scalo», spiegano Le Lampare. La Regione ha dovuto mettere 4,6 milioni di euro per prolungare il collegamento Crotone–Roma, dopo che, a loro dire, il Governo Meloni non ha previsto i fondi nella Legge di Bilancio. Nel frattempo, SkyAlps continua a cancellare voli improvvisamente e Sacal lancia un bando per trasformare l’aeroporto in un centro di smantellamento aeromobili.
«La speculazione si ripete sempre e il ritorno a casa diventa un privilegio», denunciano ancora. La situazione dei trasporti si complica ulteriormente con l’aumento del prezzo del carburante, giustificato dalle autorità con motivazioni legate alla guerra.
Non va meglio sulle strade. Proprio in queste ore, la Strada Statale 106 Jonica è quasi impraticabile per lunghi tratti a causa di piogge intense, allagamenti e blocchi. “La Calabria è trattata come una colonia interna: spremuta quando serve e ignorata quando chiede diritti”, attaccano Le Lampare.
Secondo il gruppo politico, mentre i cittadini affrontano disagi quotidiani e difficoltà per tornare a casa, i governi locali e nazionali continuano a discutere di grandi opere come il Ponte sullo Stretto di Messina, senza affrontare i problemi concreti dei trasporti e delle infrastrutture.
«Gran parte della classe politica calabrese, di ogni colore e a ogni livello, resta in silenzio», osservano. «Sembra una schiera di amministratori e politicanti presente solo per autoconservazione, come notai che notificano la distruzione della regione, pronti a sedersi comodi sulle macerie del territorio».
Il messaggio de Le Lampare BJC è chiaro: tornare in Calabria non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto garantito, attraverso infrastrutture adeguate, trasporti funzionanti e politiche che rispettino davvero i cittadini.