Agguato Morfò: prima il richiamo fuori dal locale, poi due spari con una pistola clandestina
Procura e Carabinieri ricostruiscono la dinamica dei fatti accaduti ieri allo scalo di Rossano: il 68enne ferito all’addome davanti a un ristorante. Recuperata l’arma usata per il tentato omicidio. Il presunto attentatore barricato in casa per 3 ore
CORIGLIANO-ROSSANO – Un’indagine lampo che nel giro di poche ore ha consentito di chiudere il cerchio attorno al presunto autore dell’agguato che ieri ha insanguinato lo scalo di Rossano. Durante la notte i Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari guidata dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un pregiudicato quarantunenne del posto, gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina e ricettazione.
L’episodio si è consumato attorno alle 13 di ieri in via Pietro Romano, nel quartiere residenziale Donnanna, in pieno centro allo scalo di Rossano. Nel mirino dell’agguato è finito Salvatore Morfò, classe 1957, figura nota negli ambienti della cronaca giudiziaria della Calabria del nord-est.
L’agguato davanti al ristorante
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima si trovava all’interno di un ristorante della zona quando sarebbe stata richiamata all’esterno del locale, verosimilmente con il pretesto di un chiarimento. In pochi istanti la situazione sarebbe precipitata: dalle parole si è passati ai fatti e il presunto aggressore ha estratto la pistola esplodendo due colpi a distanza ravvicinata contro l’uomo.
I proiettili hanno raggiunto Morfò in zone del corpo particolarmente delicate, causando ferite gravi. Subito dopo aver sparato, l’autore dell’agguato si sarebbe dileguato rapidamente, mentre la vittima – soccorsa dai presenti – è stata accompagnata all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza. Le sue condizioni sono state definite serie, ma l’uomo non sarebbe in pericolo di vita.
Indagini serrate e arresto nella notte
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Reparto Territoriale, con le unità specializzate nei rilievi e i militari della Sezione Operativa, incaricati di ricostruire la dinamica e seguire ogni possibile pista investigativa.
Considerata la gravità dell’episodio, il procuratore capo Alessandro D’Alessio e il pubblico ministero di turno hanno voluto seguire personalmente le prime fasi investigative, dirigendo le attività sul campo.
Le indagini hanno rapidamente portato a individuare un possibile responsabile. Gli investigatori hanno quindi localizzato il sospettato all’interno di un appartamento nel centro di Rossano, dove l’uomo si sarebbe barricato per oltre tre ore. L’intervento delle forze dell’ordine è stato condotto con tutte le precauzioni del caso, nella consapevolezza che il soggetto fosse ancora armato e potenzialmente pericoloso.
Una volta entrati nell’abitazione, i militari sono riusciti a recuperare la pistola utilizzata per l’agguato, risultata clandestina perché priva dei segni identificativi.
Il fermo e le accuse
Alla luce degli elementi raccolti, durante la notte il quarantunenne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con le accuse di tentato omicidio aggravato, porto e detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione.
Come precisato dalla Procura, l’indagato resta comunque da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
Il segnale dello Stato
L’episodio, avvenuto in pieno giorno e in un luogo pubblico, ha scosso profondamente la comunità locale. Ma la risposta investigativa è stata altrettanto rapida.
Un intervento che – sottolineano gli inquirenti – rappresenta un segnale forte della presenza dello Stato sul territorio e della determinazione a contrastare ogni manifestazione criminale.
Le indagini proseguono ora per ricostruire nel dettaglio il movente dell’agguato e il contesto in cui è maturato il tentato omicidio.