16 ore fa:Carabinieri feriti a Co-Ro, Noè: «Lo Stato spesso pretende sicurezza ma non garantisce tutela»
38 minuti fa:Cassano all’Ionio, Ambito sociale e fondi welfare: Articolo21 lancia la sfida
1 ora fa:"Forza Venite Gente" farà tappa al Cinema Teatro Metropol di Corigliano-Rossano
15 ore fa:Da Oriolo arriva una presa di posizione sul ritorno delle Province elettive
2 ore fa:San Basile, iscrizioni scolastiche al via: il Comune lavora per evitare la chiusura del plesso
16 ore fa:Terremoto in Calabria, scossa di magnitudo 3.8 avvertita anche a Corigliano-Rossano
12 ore fa:Un territorio che ha bisogno di consapevolezza e una nuova narrazione
14 ore fa:Calabria nord-est, SS106 Sibari-Coserie in stallo: perché l’iter non si chiude
15 ore fa:«La copia della cartella clinica deve essere gratuita, lo dice l'Europa. In Calabria norma disattesa»
3 ore fa:Oggi le ragazze della Pallavolo Rossano ASD affronteranno la New Hospital Pallavolo Paola

«Riappropriarsi di un’identità culturale per costruire dal basso percorsi di riqualificazione urbana»

2 minuti di lettura

Quando un territorio rinasce è sempre merito dei cittadini che si vestono di coraggio e volgono lo sguardo verso l’alto... sempre di più! Il loro è un attivismo che parte dal basso, non è guidato dalle logiche del tornaconto e non si ferma di fronte alle difficoltà.

Questo è successo nel borgo marinaro di Schiavonea a Corigliano-Rossano, dove è stato attivato un portentoso progetto di riqualificazione urbana mediante la Street Art per volontà dell’associazione Schiavonea e Sant’Angelo puliti. Decine di murales decorano le vie del borgo provocando poetiche suggestioni e lanciando forti messaggi all’impegno e alla crescita sociale: “Più vola alto il gabbiano e più vede lontano”. La celebre frase tratta dal libro di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston” è stata riprodotta ‒ non a caso ‒ su una delle tante facciate colorate in occasione del 50º anniversario dalla pubblicazione del romanzo.

L’invito è quello di riappropriarci dell’identità culturale che fu della Magna Grecia, un tempo splendore del Mediterraneo. Oggi siamo vittime di una burocrazia che non ci permette di migliorarci, ma il nostro tempo non è finito, abbiamo ancora tanto da dare.E questo è il momento giusto per farlo. Come dice Faulkner: “Il passato non è morto e sepolto. In realtà non è neppure passato”, a dimostrazione di come, in un presente che non esiste, il passato continua a influenzarci costantemente con le sue percezioni e le sue evocazioni.

Vivi il borgo è il nuovo che illumina,ma un nuovo che si nutre di memoria, senza dimenticare i passi di chi ha solcato quello stesso cammino.Sono loro, siamo noi, siamo noi insieme.Sulle pareti delle case dei pescatori,i cui anfratti e le vistose crepe trasudano fatica e sofferenza di esistenze remote, meravigliose opere addolciscono la vista di chi vi passa: i giochi di fanciulli, le donne di un tempo, le reti delle pesca, i versi delle poesie.La parola e l’immagine divengono un tutt’uno e il pescatore di Qantab, nell’Oman, è il pescatore di Schiavonea, ripresi entrambiin un atto che è un gesto universale.

In quelle mani che rimagliano i fili della rete, ho ritrovato la figura di mio padre, accovacciato a terra davanti alla statua della Madonnina.La sua pazienza, la sua calma, la sua tolleranza verso le ingiustizie della vita, la sua umiltà.La pittura diviene realtà, un presente da accarezzare e vivere.Le opere di Street Art raccontano la storia e diventano esse stesse storia.Sono un dono per tutti i visitatori che, come un libro aperto, possano attingerne e lasciarsi emozionare, permettendo alla propria anima di riempirsi a volte di gioia, altre volte di commozione.

Il legame viscerale con lenostre radici èla nostra dichiarazione d’amore alla città.Divulghiamo memoria e conoscenza, pane di sapienza, per farla crescere in bellezza e meraviglia, quella che stiamo provando dopo il periodo di confinamento, da quando siamo ritorniamo a vederci, a sorriderci e commuoverci per essere ed esserci.È la “Gloria di colui che tutto move nell’universo”, ci ricorda il Sommo Poeta che ci indica la strada verso la salvezza.Ma attenti a sottovalutare il tempo trascorso nel raggiungimento della meta. Come ci ammonisce Kavafis in “Itaca”:

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga

fertile in avventure e in esperienze.

Perché questo sarà il senso: il cammino.


Il Corsivo è curato dalla reggenza dell'Eco dello Jonio con la preziosa collaborazione della prof.ssa Alessandra Mazzei che ogni settimana offre agli utenti la lettura in forma esclusiva di contributi autentici, attuali e originali firmati da personalità del mondo della cultura, della politica e della società civile di fama nazionale e internazionale

Maria Curatolo
Autore: Maria Curatolo

Ha svolto la professione di Fisioterapista nel settore della Riabilitazione Neuropsicomotoria. Dà voce a diverse associazioni socio-culturali presenti nel territorio della città di Corigliano-Rossano. Responsabile del Laboratorio delle Donne del Centro Antiviolenza Fabiana-Associazione Mondiversi. Ha curato la rubrica “I racconti dell’anima” del periodico di comunicazione socio-culturale della rivista “Mondiversi”.“I racconti dell’anima” (I&C, 2019) è la sua prima silloge di racconti e poesie. Presente in varie antologie di poesia. Nella storica rivista di letteratura “La Vallisa”, diretta dal prof. Daniele Giancane, al n. 116 sono state pubblicate sue poesie.