Mirto Crosia, una panchina per ricordare Giovanni Iacoi: «Mai più vittime sulla Statale 106»
Il giovane di 21 anni morì in un incidente a Corigliano-Rossano. La comunità si stringe attorno alla famiglia con un segno di memoria e impegno civile
CROSIA MIRTO - Un segno semplice ma carico di significato per custodire la memoria e trasformare il dolore in un messaggio di responsabilità collettiva. A Mirto Crosia, nella frazione di Sorrento, è stata inaugurata una panchina dedicata a Giovanni Iacoi, il giovane di 21 anni tragicamente scomparso il 7 settembre 2025 in un incidente sulla Statale 106, nel territorio di Corigliano-Rossano.
L’iniziativa è stata promossa dall’Organizzazione di volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106”, insieme alla famiglia Iacoi e al signor Gianfranco Le Fosse, con l’obiettivo di lasciare nella comunità un segno concreto di memoria e sensibilizzazione.
La panchina è stata collocata, su indicazione del parroco don Claudio, accanto al campo di calcetto della parrocchia di San Francesco d’Assisi, un luogo frequentato quotidianamente da tanti giovani. Proprio il parroco ha scelto anche la frase incisa sulla targa, tratta da Chiara Corbella:
«Siamo nati e non moriremo mai più», parole che trasformano il ricordo in un messaggio di fede e speranza.
L’iniziativa ha ricevuto anche il patrocinio gratuito del Comune di Crosia, a testimonianza della partecipazione istituzionale a un momento che ha unito la comunità nel ricordo.
La cerimonia si è svolta nel pomeriggio dell’8 marzo, al termine della Santa Messa, in un clima di raccoglimento e profonda commozione. All’evento hanno partecipato don Claudio, il presidente dell’organizzazione Leonardo Caligiuri, il sindaco di Crosia Maria Teresa Aiello, Gianfranco Le Fosse, la famiglia Iacoi e numerosi cittadini.
Nel corso degli interventi, il parroco e il sindaco hanno ricordato la figura di Giovanni, descritto come un ragazzo solare e benvoluto da tutti, esprimendo vicinanza e affetto alla famiglia.
Il presidente Leonardo Caligiuri ha spiegato il significato dell’iniziativa:
«Abbiamo scelto di donare questa panchina nella sua parrocchia, in un luogo frequentato da tanti giovani, affinché il ricordo di Giovanni continui a vivere nella comunità. Ma questo gesto vuole essere anche un messaggio: auspichiamo con tutto il cuore che la comunità di Crosia non debba più piangere altri suoi figli sull’asfalto della Statale 106».
La panchina diventa così un luogo di memoria ma anche un simbolo di impegno civile, un invito silenzioso a non dimenticare e a continuare a battersi per una maggiore sicurezza sulla Statale 106, una delle arterie più pericolose del Paese.