Mammografo a San Marco Argentano, Garofalo attacca: «Cassano resta senza prevenzione»
Il portavoce del Comitato per la tutela della salute critica l’Asp di Cosenza: «Promesse mai mantenute, le donne costrette a spostarsi o a pagare»
CASSANO JONIO - La prevenzione sanitaria torna al centro del dibattito a Cassano Jonio, dove il portavoce del Comitato spontaneo di cittadini per la tutela della salute pubblica, Francesco Garofalo, interviene duramente dopo la notizia dell’attivazione del servizio di mammografia a San Marco Argentano.
Secondo Garofalo, il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Vitaliano De Salazar, non sarebbe pienamente a conoscenza delle criticità presenti in alcuni territori della provincia.
«Il commissario dell’Asp di Cosenza non conosce bene le problematiche di altri territori – afferma Garofalo –. Apprendo dell’attivazione del servizio di mammografia a San Marco Argentano e non posso dargli torto nel dire che a Cassano non c’è, ma bisogna ricordare che questa attrezzatura è stata promessa più volte e puntualmente l’annuncio è rimasto tale».
Il rappresentante del comitato sottolinea come l’assenza del servizio costringa molte donne a spostarsi fuori dal territorio per sottoporsi agli esami diagnostici. «Di fatto le donne del mio Comune – evidenzia – sono costrette a rivolgersi ad altre strutture o, nei casi più urgenti, a ricorrere a prestazioni a pagamento».
Garofalo ricorda inoltre che negli ultimi anni, grazie ai finanziamenti del PNRR, sarebbero state acquistate strumentazioni sanitarie di ultima generazione, ma – a suo dire – il territorio cassanese non avrebbe beneficiato di queste dotazioni.
«Cassano e il suo vasto comprensorio – rimarca – anche in questa occasione sono rimasti fuori, senza che qualcuno abbia fornito una spiegazione plausibile. Mi chiedo dove sia finita la tanto decantata prevenzione».
Da qui l’appello al vertice dell’Asp affinché venga prestata maggiore attenzione alla distribuzione dei servizi sanitari sul territorio. «È evidente – conclude Garofalo – che il commissario debba essere informato in modo puntuale per evitare disparità e zone d’ombra dove il diritto alla salute resta soltanto una dichiarazione di principio. Un mammografo può salvare tante vite umane».