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Carlo Lucisano, il folk calabrese ha trovato il suo nuovo Otello Profazio

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CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la grande tradizione del cantautorato folk calabrese al presente. Un filo che, dopo la scomparsa del leggendario Otello Profazio, sembrava rimasto orfano di una voce capace di raccontare l'anima profonda, ironica e talvolta amara di questa terra. Oggi, quel vuoto ha trovato un erede legittimo e straordinario in Carlo Lucisano.

Il percorso artistico di Lucisano non è stato lineare, ed è proprio questa la sua più grande forza. Prima di approdare alla musica popolare, il cantautore ha attraversato e sperimentato tutti i principali generi musicali, muovendosi con straordinaria disinvoltura tra le melodie del pop e le sfumature viscerali del blues. Questa lunga gavetta e la contaminazione tra stili diversi hanno affinato la sua sensibilità musicale, regalandogli un bagaglio tecnico e interpretativo fuori dal comune.

Ma il richiamo della propria terra, alla fine, si è fatto sentire. Da qualche anno, Lucisano ha deciso di deviare il suo viaggio artistico per tornare alle radici, dedicandosi interamente alla musica popolare calabrese. Una scelta che non è un semplice omaggio al passato, ma una vera e propria missione culturale.

Ciò che rende Carlo Lucisano l'unico e vero erede di Otello Profazio è la sua capacità di interpretare magistralmente i modi di fare, le consuetudini e le contraddizioni dei suoi conterranei. Come si può notare anche nella tracklist del suo album “Il lamento delle pecore” i testi di Lucisano sono specchi di vita quotidiana.

Brani come "A raccomandazion", "U pensionat" o "E provat a far a dieta" affrontano con una graffiante ma affettuosa ironia i costumi e i cliché della società contemporanea. Lucisano non giudica dall'alto, ma racconta dal di dentro, fotografando con precisione chirurgica e dialetto tagliente la realtà dei mercati ("A ru mercat"), le dinamiche della giustizia ("Signor Giudice") e il fenomeno dell'emigrazione intellettuale o di ritorno ("U cumpar ca vena de Milan").

Proprio come faceva Profazio, Lucisano trasforma la satira sociale in poesia popolare, alternando la leggerezza della risata alla profondità della riflessione sociale.

Il progetto di Carlo Lucisano dimostra che la musica d'autore calabrese è tutt'altro che un pezzo da museo. Nel suo ultimo disco spicca un moderno codice QR con la dicitura "Inquadra col telefono per ascoltare ovunque!": il segno tangibile di un artista che sa usare i mezzi tecnologici di oggi per traghettare la tradizione millenaria della sua terra verso le nuove generazioni.

Le sue canzoni infatti, si possono ascoltare gratuitamente su tutte le piattaforme on-line, ma è dal vivo che la sua ironia e la sua musicalità vengono fuori meglio.

La Calabria ha trovato la sua nuova voce narrante. Carlo Lucisano non sta solo cantando la sua terra: la sta raccontando, ne sta custodendo l'identità e, brano dopo brano, sta dimostrando che lo scettro del folk calabrese è finalmente in ottime mani.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide