Paura nei cieli della Sila: Canadair perde un motore durante la missione antincendio
L’equipaggio dichiara il codice 7700 per un problema a un motore, missione interrotta e atterraggio in sicurezza al "Pitagora". Un secondo Canadair lo scorta fino alla pista
CROTONE - Momenti di apprensione questa mattina nei cieli calabresi, dove un Canadair impegnato nelle operazioni di contrasto a un incendio boschivo nella zona di Camigliatello Silano è stato costretto a interrompere la missione a causa di un’avaria che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe interessato uno dei due motori.
L’equipaggio ha quindi dichiarato emergenza e avviato le procedure previste per il rientro, dirigendosi verso l’aeroporto “Pitagora” di Crotone-Sant’ Anna, dove l’aereo è successivamente atterrato senza conseguenze per le persone a bordo.
La partenza da Lamezia e l’emergenza
Il Canadair è decollato dall’aeroporto di Lamezia Terme alle 10.32, ora italiana, per raggiungere l’area interessata dall’incendio e fornire supporto alle squadre impegnate a terra.
Il dato ricavato dalla funzione di riproduzione del’applicazione Flightradar24 riportava le 8:32 UTC. Nel periodo estivo, infatti, all’orario UTC devono essere aggiunte due ore per ottenere l’ora locale italiana.
Intorno alle 10.55, mentre il velivolo si trovava in prossimità di Sibari, l’equipaggio ha dichiarato l’emergenza e ha impostato sul transponder il codice 7700.
A quel punto l’equipaggio ha interrotto la missione e ha modificato la rotta, dirigendosi verso l’aeroporto “Pitagora” di Crotone-Sant’Anna. Durante il trasferimento, il Canadair in difficoltà è stato affiancato da un secondo velivolo dello stesso tipo, che lo ha accompagnato lungo la rotta verso la costa ionica e fino all’atterraggio.
Il significato del codice 7700 e la scorta del secondo Canadair
Il codice 7700 viene utilizzato in aviazione per segnalare una condizione di emergenza generale e richiamare immediatamente l’attenzione degli enti preposti al controllo del traffico aereo.
Come riportato anche da SKYbrary, portale specializzato nella sicurezza aeronautica, il codice non consente però di individuare da solo la natura del problema verificatosi a bordo. Nel caso del Canadair, secondo le informazioni raccolte, l’emergenza sarebbe stata determinata da un’avaria a uno dei due motori, evenienza poi confermata dai video circolati in rete.
Il 7700 si distingue dal codice 7600, impiegato in caso di avaria alle comunicazioni radio, e dal 7500, associato invece a una situazione di interferenza illecita.
La presenza del secondo aeromobile ha consentito di garantire assistenza visiva all’equipaggio e di mantenere sotto osservazione il Canadair in avaria durante l’intero tragitto.
Il tracciato visibile su Flightradar24 documenta quindi sia il codice che il cambio di rotta oltre che la presenza del secondo Canadair nelle vicinanze del mezzo che aveva dichiarato emergenza.
Il volo con un solo motore
I Canadair CL-415 sono equipaggiati con due motori turboelica Pratt & Whitney Canada PW123AF. La configurazione bimotore consente all’equipaggio, nei limiti stabiliti dal manuale di volo e in relazione alle condizioni operative, di mettere in sicurezza il propulsore interessato dall’avaria e proseguire il volo utilizzando quello rimasto efficiente.
La perdita di un motore rappresenta comunque una condizione di emergenza, soprattutto per un aereo impegnato a bassa quota, in prossimità di rilievi e spesso con un notevole carico d’acqua. La priorità, in questi casi, è interrompere immediatamente la missione, stabilizzare il velivolo e raggiungere lungo una rotta sicura l’aeroporto ritenuto più adatto.
Un’ulteriore criticità può verificarsi qualora il guasto si manifesti durante la fase di rifornimento, mentre l’aereo scivola sulla superficie di un lago o del mare per riempire i serbatoi. Se le condizioni non consentono di riprendere il volo, la natura anfibia del Canadair permette ai piloti di interrompere la manovra e mantenere il velivolo sull’acqua, applicando le procedure di emergenza in attesa dell’intervento dei mezzi navali o degli elicotteri di soccorso.
La scelta dell’aeroporto di Crotone e le procedure di emergenza
Non è stato ancora chiarito ufficialmente perché l’equipaggio abbia scelto di raggiungere Crotone anziché fare ritorno alla base di Lamezia Terme, come ha fatto il secondo Canadair dopo l’assistenza.
Una possibile spiegazione potrebbe essere legata alla conformazione del territorio e alla necessità di evitare, per quanto possibile, il sorvolo delle aree montuose con un motore fuori uso. I due Canadair avrebbero, infatti, seguito una rotta orientata verso la costa ionica, raggiungendo Sant’Anna attraverso un percorso che potrebbe aver garantito maggiori margini operativi e la possibilità, in caso di ulteriore peggioramento della situazione, di utilizzare il mare per un eventuale ammaraggio.
Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi che dovrà essere verificata sulla base della rotta effettivamente seguita e delle indicazioni fornite dall’equipaggio e dagli organismi competenti.
La dichiarazione di emergenza ha comportato anche l’attivazione delle procedure previste all’aeroporto di Crotone-Sant’Anna.
Quando un aeromobile segnala una situazione di difficoltà, lo scalo individuato per l’atterraggio applica il proprio piano di emergenza aeroportuale. Il traffico viene gestito in modo da garantire la priorità al velivolo interessato, mentre vengono predisposti i mezzi di soccorso e antincendio nelle aree operative. A causa dei protocolli di emergenza, infatti, un volo Ryanair schedulato per le ore 11:10 ha perso lo slot disponibile per il decollo, che è avvenuto circa un’ora più tardi, dopo la conclusione delle procedure di emergenza.
Le squadre di primo intervento, compresi i Vigili del Fuoco, vengono allertate e posizionate in modo da poter intervenire rapidamente qualora si verifichino problemi durante l’avvicinamento, l’atterraggio o la successiva fase di arresto del velivolo.
Nel caso del Canadair, la manovra si è conclusa senza ulteriori criticità. L’aereo ha raggiunto la pista e l’equipaggio è riuscito a completare l’atterraggio in sicurezza.
Una volta terminate le operazioni, il mezzo è stato preso in consegna dal personale tecnico, chiamato a individuare l’origine dell’avaria e a stabilire gli interventi di manutenzione necessari.